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Se domani non torno, Gino Cecchettin: "Raccontare il dolore come percorso di salvezza"

Cinema
©Getty

Per Gino Cecchettin, raccontare la storia di Giulia è stata una scelta difficile, ma necessaria: perché il dolore condiviso può diventare un percorso di salvezza e aiutare altre persone a trovare il coraggio di chiedere aiuto. Alla conferenza stampa di Se domani non torno, il film di Paola Randi presentato alla Festa del Cinema di Roma, il papà di Giulia ha spiegato perché trasformare una vicenda privata in una testimonianza collettiva può contribuire a cambiare la società

Accettare che la storia della figlia diventasse un film non è stato semplice. Gino Cecchettin è stato ospite alla 21esima Festa del Cinema di Roma in occasione della proiezione del film di Paola Randi Se domani non torno sulla storia di sua figlia Giulia Cecchettin. Ha raccontato di aver trovato una motivazione decisiva nelle parole di una ragazza incontrata in aereo, che lo aveva ringraziato perché, grazie alla storia di Giulia, era riuscita a rimanere in vita. Un incontro che gli ha fatto comprendere ancora una volta quanto raccontare il dolore possa aiutare chi ascolta a riconoscersi in quell'esperienza e a intravedere una possibilità di salvezza. "Alcune cose spesso si vorrebbero custodire nel privato", ha spiegato, ma condividere la propria storia è diventato parte di un impegno più grande, quello della Fondazione Giulia Cecchettin: portare un messaggio di consapevolezza in modo sempre più capillare nella comunità e nel Paese. Perché il dolore non resti chiuso nella dimensione individuale, ma possa trasformarsi in uno strumento per comprendere, prevenire e cambiare.

raccontare la vita di Giulia per promuovere il cambiamento

Il senso del film per Gino Cecchettin, va oltre la ricostruzione di una tragedia. L'obiettivo è raccontare Giulia nella sua interezza, non soltanto attraverso l'ultimo giorno della sua vita, ma restituendo spazio alla ragazza, ai suoi sogni e alle esperienze in cui altri giovani possono riconoscersi. È questa la direzione che il padre auspica per Se domani non torno, diretto da Paola Randi e liberamente ispirato al libro Cara Giulia, scritto dallo stesso Gino Cecchettin con Marco Franzoso. "Lo scopo di un film come questo è quando lascia qualcosa a chi lo vede", ha detto, augurandosi che gli spettatori non si limitino a conoscere la storia della sua famiglia, ma possano interrogarsi anche su se stessi. Il traguardo è innescare una presa di coscienza capace di tradursi in comportamenti concreti: diventare, ciascuno nel proprio quotidiano, "agenti di cambiamento" in una società che ne ha bisogno.

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Se domani non torno, il film sulla storia di Giulia Cecchettin

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