Festa Cinema Roma, premio a Jeremy Renner: "Amore e resilienza sono veri super poteri"
Cinema
Dall’incidente che nel 2023 lo ha portato a un passo dalla morte a una nuova consapevolezza, l’attore di Hawkeye si racconta ad Alice nella città, dove ha presentato il libro autobiografico "My Next Breath". Un percorso di recupero fisico ed emotivo che gli ha insegnato il valore della gratitudine, della resilienza e degli affetti
Jeremy Renner è tornato sull’incidente del gennaio 2023, quando rimase gravemente ferito dopo essere stato schiacciato da un gatto delle nevi mentre cercava di salvare il nipote. Ospite di Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, l’attore statunitense ha ricevuto un premio speciale, tenuto una masterclass e presentato My Next Breath, il libro in cui ripercorre la difficile esperienza e il lungo recupero. "Non penso che la mia storia sia un atto di supereroismo, è un atto d’amore, e forse l’amore stesso è il vero superpotere", ha spiegato. La scrittura, inizialmente non desiderata, si è trasformata in un’esperienza catartica e in un modo per riconoscere il sostegno ricevuto da familiari, amici e personale medico. Renner ha raccontato di aver compreso quanto la propria sofferenza avesse avuto conseguenze anche sulle persone vicine: una consapevolezza che lo ha spinto a guardare oltre se stesso e a riscoprire il valore della gratitudine.
I giovani, la resilienza e la figlia al centro della sua vita
Premiato dalla giuria giovanile del festival, Renner ha respinto ancora una volta l’etichetta di eroe, indicando nei ragazzi che affrontano situazioni difficili un esempio concreto di forza d’animo. L’esperienza maturata lavorando con giovani svantaggiati gli ha mostrato come la resilienza possa convivere con la capacità di amare e lasciarsi amare. "Sono stati questi ragazzi a farmi credere ancora nell’umanità", ha raccontato, aggiungendo che, se dovesse tornare a interpretare Hawkeye o un altro supereroe, vorrebbe ispirarsi proprio a loro. Nel suo presente, però, la priorità è la figlia, presente in sala durante l’incontro. L’idea di dirigere un film tratto dal libro non lo convince, almeno per il momento: realizzare un progetto cinematografico richiederebbe anni di impegno, tempo che non vuole sottrarre al rapporto con lei.