Lo speciale sulla Festa del Cinema di Roma
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Festa del Cinema di Roma, Edoardo Bove si racconta nel doc "In un battito"

Cinema

Dal malore in campo al ritorno al calcio. “In un battito” ripercorre i quindici mesi che hanno segnato la vita del centrocampista dopo Fiorentina-Inter. Diretto da Giovanni Troilo e prodotto da Edoardo Leo, il film racconta il recupero, le difficoltà e il ritorno in campo con il Watford

Alla Festa del Cinema di Roma Edoardo Bove ha presentato “In un battito”, il docufilm diretto da Giovanni Troilo e prodotto da Edoardo Leo. Il film ripercorre i quindici mesi successivi al malore accusato durante Fiorentina-Inter e segue il ritorno del centrocampista al calcio con la maglia del Watford. “Il ritorno in Italia non lo chiamerei sogno, perché il mio sogno era tornare a giocare a calcio e ci sono riuscito”. Bove ha spiegato di aver voluto raccontare non solo il ritorno in campo ma anche il percorso vissuto lontano dal calcio: “Non volevo fosse un documentario che raccontasse solamente gli eventi del mio ritorno in campo. Volevo spiegare proprio il mio percorso interiore, cosa fosse sotto la superficie nella mia testa”.

Il percorso di recupero dopo il malore

Il centrocampista ha raccontato il rapporto con le riprese e la scelta di mostrare momenti privati del recupero. “Permettere alla macchina da presa di registrare momenti intimi e vulnerabili è stato difficile inizialmente”. Poi, ha aggiunto, “il film è diventato un rifugio a volte, un modo per andare avanti ed esternare quello che provavo”. Sul significato del documentario ha spiegato: “Vorrei che chi andasse via dal cinema avesse la possibilità di reclutare delle energie per affrontare le proprie sfide personali e abbia anche il coraggio di farsi aiutare, perché nel mio caso ha fatto la differenza”. Bove ha quindi sottolineato: “Con il regista dicevamo che il film non è finito bene come pensano tutti, è finito vero. La realtà delle cose è che ho dovuto e devo tuttora riconquistarmi tutto in campo e per me è una grande spinta”. Ha ricordato anche il ritorno allo stadio Olimpico: “Ricevere quel tipo di affetto... se devo essere sincero, non sentivo nemmeno di meritarlo. Però i tifosi della Roma vanno un po' oltre i risultati”.

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Il defibrillatore e il futuro

Bove ha commentato il recente secondo arresto cardiaco in campo occorso a Christian Eriksen, soffermandosi sul ruolo del defibrillatore sottocutaneo. “Non nascondo che guardarlo ha fatto un po' effetto, ma sono stato contento che ha funzionato il defibrillatore. Quello è lo scopo, è un salvavita”. E ha aggiunto: “Sono arrivato a scherzarne ora. Credo che nel momento in cui hai la forza di scherzare sopra una cosa comunque delicata, significhi che l'hai affrontata di petto e superata”. Sul possibile ritorno in Serie A ha dichiarato: “Sono felice in Inghilterra, era un obiettivo mettermi alla prova in un contesto differente. Però non posso nascondere che con un occhio e un orecchio sono qui in Italia, guardo le partite. La Roma è partita bene. Tornare in Italia in futuro? Può essere una possibilità”. Infine ha ribadito: “Il mio sogno è continuare a essere me stesso con il calcio presente nella mia vita, perché ho imparato e capito che è la mia più grande passione”.

ACF Fiorentina's midfielder Edoardo Bove  during  ACF Fiorentina vs Hellas Verona FC, Italian soccer Serie A match in Florence, Italy, November 10 2024

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