Babylon Berlin 5, il trailer della stagione finale: l'ultimo ballo prima del buio

Spettacolo sky atlantic
Paolo Nizza

Paolo Nizza

Ecco il trailer di Babylon Berlin 5, stagione finale della serie Sky Exclusive di Tom Tykwer, Achim von Borries e Henk Handloegten, dal 10 novembre su Sky Atlantic e in streaming solo su NOW. Berlino, 30 gennaio 1933: Hitler diventa cancelliere e Charlotte Ritter (Liv Lisa Fries) indaga sui delitti di reduci legati a un fascicolo sul passato di Hitler soldato. Gereon Rath (Volker Bruch) svanisce nel nulla. Tra l’incendio del Reichstag e le elezioni di marzo, l’ultimo ballo sull’orlo del vulcano. Trama, cast e date

«Questo era solo un preludio: là dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini». Heinrich Heine affidava la profezia a un personaggio della sua tragedia Almansor. Più di un secolo dopo, la sera del 10 maggio 1933, sulla Opernplatz di Berlino (oggi Bebelplatz) i roghi nazisti divorarono anche i suoi volumi. Sicché quella frase, incisa su una targa accanto al memoriale della biblioteca vuota, sembra la didascalia perfetta per il trailer di Babylon Berlin 5, la stagione finale della serie Sky Exclusive che per quasi dieci anni ci ha fatto danzare sull'orlo del vulcano. Ora il vulcano erutta. E il ballo, come ogni ballo che si rispetti, sta per finire.

Babylon Berlin 5, il trailer della stagione finale

Due minuti scarsi, ed è già Storia. Il trailer di Babylon Berlin 5, diffuso da Sky in vista del debutto del 10 novembre su Sky Atlantic, si apre con una folla infreddolita che ascolta un altoparlante sotto un cielo color piombo: «Attenzione, attenzione! Il Feldmarschall Hindenburg nominerà Adolf Hitler nuovo cancelliere del Reich». Da lì in poi è un conto alla rovescia. I sassofoni dell'orchestrina e il ballo sotto i lampadari, ultimo scintillio della Babilonia sulla Sprea, lasciano il posto a una sala gremita di poliziotti con il braccio teso nel saluto nazista, alle uniformi brune delle SA, a uomini armati che sbucano controluce dalla nebbia. «Dobbiamo ripulire molto in fretta questo porcile», promette una voce. Un'altra, più lucida, ammonisce: «Temo che questa storia durerà molto più a lungo di quanto la maggior parte di noi pensasse» (col senno di poi, dodici anni e decine di milioni di morti).

Il cuore del giallo sta in poche battute: «Il dottor Forster aveva un paziente piuttosto noto. Dirigeva l'ospedale per i reduci affetti da nevrosi». E poi: «La cartella del cancelliere del Reich». Charlotte, cappellino a campana e sguardo fermo, si muove tra gli scaffali di un archivio, un treno a vapore attraversa di notte una campagna innevata e, per un istante, un volto in bianco e nero, baffetti e divisa militare, sembra riaffiorare come un fantasma dalle trincee della Grande guerra. Non manca lo sberleffo da cabaret: un ventriloquo che fa parlare un pupazzo con le fattezze di Hitler e la svastica al braccio, ultima risata prima del silenzio. Poi la tensione sale: «Una lista dei nemici del risveglio nazionale da internare con la massima urgenza». «Un attentato!». È Charlotte a gridargli: «Non possiamo uccidere un politico, Gereon!». La risposta è un secco «Sì».

Nel finale, tra un emiciclo parlamentare gremito, le cupole verdi del Duomo di Berlino sotto un cielo gonfio di tempesta e una fila di prigionieri accanto ai camion, si parla di alto tradimento: «Siete entrambi in grave pericolo. Non possiamo restare». Ultima immagine, un aereo che buca le nuvole verso il sole, prima che il diamante al neon con la scritta La stagione finale chiuda i giochi. Lo stesso immaginario lo condensa la key art: Charlotte Ritter con il suo inconfondibile cappellino, Gereon Rath sotto la tesa del fedora, una Berlino notturna bagnata di pioggia e intorno una tempesta di foglie d'oro che si sgretolano (lo sfarzo art déco della Repubblica di Weimar che si sfalda, letteralmente, sotto i nostri occhi).

La trama: Berlino, gennaio 1933

La quinta stagione si apre il 30 gennaio 1933, giorno in cui il presidente Paul von Hindenburg nomina Adolf Hitler cancelliere del Reich. Comincia il capitolo più buio della storia tedesca. Charlotte Ritter (Liv Lisa Fries) indaga su una serie di omicidi che colpiscono ex soldati di prima linea, con collegamenti e moventi che risalgono al 1918. Nello studio dello psichiatra dottor Forster viene trovato il corpo di una giovane donna; e intanto è scomparso un fascicolo che getta una nuova luce sul periodo trascorso da Hitler come soldato durante la Prima guerra mondiale. Materiale politicamente incendiario, tant'è che chi lo cerca sembra disposto a tutto, persino a uccidere. Poi, all'improvviso, Gereon Rath (Volker Bruch) scompare senza lasciare traccia, e Charlotte non sa se lo rivedrà mai.

Gli otto episodi coprono cinque settimane che hanno cambiato la storia d'Europa: dalla nomina di Hitler all'incendio del Reichstag, la notte del 27 febbraio, fino al voto del 5 marzo 1933. Le ultime elezioni con più partiti della Repubblica di Weimar, prima che il buio inghiottisse tutto.

Babylon Berlin 5, quando esce su Sky Atlantic: date ed episodi

Babylon Berlin 5, serie Sky Exclusive, debutta su Sky Atlantic martedì 10 novembre 2026 e in streaming solo su NOW, con due episodi a settimana. Il ciclo è composto da otto episodi

Il cast: Volker Bruch, Liv Lisa Fries e i volti del potere

Al centro restano loro, Volker Bruch e Liv Lisa Fries, il commissario dall'anima ferita e la ragazza dei quartieri poveri diventata poliziotta in un mondo di uomini. Con loro Lars Eidinger (Lezioni di persiano) nei panni dell'industriale Alfred Nyssen, Hannah Herzsprung (The Reader - A voce alta) come Helga Nyssen, Christian Friedel (Il nastro bianco) nel ruolo di Reinhold Gräf, Karl Markovics (Il falsario - Operazione Bernhard) come Katelbach, Fritzi Haberlandt come la vedova Elisabeth Behnke, Benno Fürmann come Günter Wendt, Udo Samel come Ernst Gennat e Jens Harzer come il dottor Schmidt. La Storia, quella con la maiuscola, ha invece i volti di Clemens Schick (Hitler), Devid Striesow (Göring), Martin Armknecht (Konrad Adenauer) e Tobias Kersloot, che interpreta Marinus van der Lubbe, il giovane olandese condannato per l'incendio del Reichstag.

«Questo personaggio mi accompagna da dieci anni, come un'ombra», racconta Volker Bruch nel dossier stampa ARD. «Ciò che apprezzo particolarmente di questo ruolo è che Gereon rimane sempre fedele a sé stesso. Non scappa, ma cerca ripetutamente il confronto con la dolorosa verità e la sopporta anche quando la realtà crolla intorno a lui». Parimenti, Liv Lisa Fries saluta la sua Charlotte con un misto di malinconia e orgoglio: «Dopo dieci anni posso lasciare andare Charlotte Ritter con calore e gratitudine. Ma ovviamente è anche triste».

Dal romanzo di Volker Kutscher a «un film di 50 ore»

Come le stagioni precedenti, anche quest'ultima nasce dalla saga letteraria di Volker Kutscher dedicata al commissario Gereon Rath. Il punto di partenza è il quinto romanzo della serie, Märzgefallene (2014), pubblicato in Italia con il titolo Berlino brucia. Tom Tykwer (il regista di Lola corre, Profumo - Storia di un assassino e Cloud Atlas) ricorda che l'idea, fin dall'inizio, era girare «un film di 50 ore». Missione compiuta, verrebbe da dire: venduta in oltre 140 territori, Babylon Berlin è una delle produzioni europee non in lingua inglese più ambiziose di sempre e ha vinto il primo European Achievement in Fiction Series Award agli European Film Awards.

Giacché ogni grande affresco ha i suoi antenati, viene in mente Christopher Isherwood, che in Addio a Berlino, pubblicato nel 1939 e ispirato ai suoi anni nella capitale tedesca, scriveva: «Io sono una macchina fotografica con l'otturatore aperto, del tutto passiva, che registra senza pensare». Babylon Berlin ha fatto l'opposto: ha registrato pensando, eccome, e ci ha costretti a guardare dentro l'abisso con gli occhi di chi ancora non sapeva come sarebbe andata a finire. Da quelle pagine, attraverso la pièce I Am a Camera e poi il musical, nacque Cabaret di Bob Fosse (1972), l'altro grande ritratto di una Berlino che ballava mentre le camicie brune marciavano. E chi ha letto I Have a Drink sa che anche Damien Chazelle, con il suo Babylon hollywoodiano del 1926, raccontava la stessa vertigine: il party più sfrenato è sempre quello che precede la fine di un'epoca.

Musica, balli e l'ultimo valzer di Charlotte

Fin dal primo episodio la musica è stata il cuore pulsante della serie. Chi può dimenticare Zu Asche, zu Staub, il brano interpretato da Severija Janušauskaitė nei panni dell'ambigua Swetlana Sorokina sul palco del Moka Efti, che nel 2017 ci catapultò in un'altra epoca? Il ballo, per Charlotte, è sempre stato sopravvivenza e liberazione, come nella sfiancante maratona danzante della quarta stagione. «Ci sono inoltre un paio di grandi scene di ballo, in cui Charlotte può evadere brevemente dalla pesantezza degli anni Trenta», anticipa Liv Lisa Fries. «Ma i balli non sono più, in modo percepibile, leggeri come negli anni Venti: i tempi sono più duri». E poi le riprese alla Volksbühne, che l'attrice definisce senza mezzi termini: «Mai prima d'ora tanti personaggi di Babylon Berlin si erano riuniti in un'unica scena. Un vero gran finale»

Spettacolo: Per te