Patrick Bruel, attore e cantante francese in stato di fermo per accuse violenza sessuale

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La custodia cautelare è stata attivata l'8 giugno nell’ambito di un’indagine che riguarda 13 presunte vittime. L'artista, che finora ha negato tutte le accuse, potrebbe essere trattenuto per 48 ore

Il cantante e attore Patrick Bruel, 67 anni, una delle personalità più note in Francia, è stato posto in stato di fermo nella mattina di lunedì 8 giugno 2026 nell’ambito di un’indagine per violenza sessuale che, come ha annunciato in un comunicato la procura di Nanterre, riguarda 13 presunte vittime. Bruel, che finora ha negato tutte le accuse, sarà interrogato presso una delle sedi della polizia giudiziaria di Parigi e potrebbe rimanere in custodia cautelare fino a 48 ore, cioè fino alla mattina di mercoledì 10 giugno. “Da diverse settimane aveva manifestato la sua disponibilità a collaborare con la giustizia, per poter finalmente rispondere alle domande nell’ambito del procedimento legale, dinanzi all’autorità competente”, hanno dichiarato i suoi avvocati Christophe Ingrain, Céline Lasek e Fanny Colin. “Risponderà a tutte le domande degli investigatori e fornirà tutti gli elementi necessari a dimostrare la sua innocenza”.

LE ACCUSE

Come riporta il sito del canale francese France Info, Patrick Bruel sarà interrogato in merito alle denunce presentate innanzitutto dalla sua principale accusatrice, Daniela Eltsner, CEO di Unifrance (l’organizzazione che si occupa della promozione del cinema francese all’estero), che nel 1997 ad Acapulco, in Messico, avrebbe subito un tentativo di stupro da parte dell’attore del film Una storia dei nostri giorni. Si aggiungono anche le denunce di una giornalista culturale per un tentato stupro che sarebbe avvenuto nel 2000 a Monaco, di una dipendente dell’etichetta discografica di Bruel per due presunti episodi di violenza sessuale che sarebbero avvenuti nel 2002 e nel 2003, e di una donna per un altro presunto stupro che sarebbe avvenuto nel 2012 a un festival cinematografico a Dinard, in Bretagna. Gli inquirenti di Nanterre si occupano anche del dossier, trasmesso all’inizio di giugno dalle autorità belghe, relativo a una presunta violenza sessuale che una donna, che all’epoca aveva 40 anni, avrebbe subito nel 2010 a Bruxelles. Non verrà invece esaminata la denuncia per stupro presentata all’inizio di maggio dalla conduttrice televisiva Flavie Flament, che ha accusato Bruel di averla violentata a Parigi nel 1991, quando lei aveva 16 anni. In un’intervista trasmessa su Mediapart, Flament aveva descritto “un vuoto, un black-out totale” dopo aver bevuto un tè a casa dell’artista. Non verranno inoltre trattate altre denunce già note alla procura di Nanterre, rispettivamente quelle presentate nel 2019 nell’ambito del caso “massaggiatrici” (poi archiviato nel 2020) e quella per stupro e violenza sessuale presentata nel 2015 da Ophélie Fajfer, CEO di Unifrance, a L’Isle-sur-la-Sorgue (nonostante l’archiviazione nel 2022, l’indagine sul caso è stata tuttavia riaperta). “Era ora che finisse in custodia cautelare”, ha commentato la regista Andréa Bescond, portavoce delle vittime di violenze sessuali. “Auspichiamo un rinvio a giudizio. Sappiamo che ci vorrà del tempo. Penso alle vittime”. Sul fronte professionale, lo scorso venerdì la pressione mediatica e giudiziaria aveva indotto Bruel ad annunciare la cancellazione del suo tour estivo, che sarebbe dovuto iniziare a metà giugno a Parigi per poi proseguire con alcune date nei principali festival europei. Inoltre, il cantante dei brani Marre de Cette Nana e Casser La Voix ha annullato la partecipazione al concerto del gruppo benefico di artisti Enfoirés.

L’attore del film Una storia dei nostri giorni

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