Berlinale 2018, vittorie al femminile: Orso d'oro a "Touch me not"

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Oltre alla pellicola della regista rumena Adina Pintilie, premiato anche "Mug" della polacca Malgorzata Szumowska, che si è aggiudicata l'Orso d'argento. Nessun premio all'Italia

Nel segno delle donne e dell'impegno politico. La 68esima edizione del Festival del Cinema di Berlino si chiude con l'Orso d'Oro per il miglior film al "disturbante" "Touch me not" della regista romena Adina Pintilie. "Vorrei che questo film ci aprisse tutti al dialogo al di là  di ogni frontiera", ha detto Pintille, classe 1980, che si è aggiudicata anche il premio opera prima per il suo film che è incentrato sulla ricerca psicologica sul desiderio umano e sulla reale possibilità di entrare in contatto con l'altro.

Al femminile anche l'Orso d'argento Gran Premio della giuria; a prenderlo è Malgorzata Szumowska con "Mug", inno acido e grottesco al consumismo con una folla di persone di ogni età che pur di accaparrarsi il più possibile a una svendita natalizia si spoglia fino alle mutande.

Nessun premio all'Italia

Nessun premio per l'Italia, che sperava in "Figlia mia" di Laura Bispuri, mentre "L'isola dei cani" film in stop-motion di Wes Anderson, che molti davano alla vigilia per favorito, non ottiene l'Orso d'oro ma conquista il riconoscimento per la miglior regia. Il regista però non è in sala e a ritirare il premio per lui è Bill Murray.

Gli altri vincitori

"Las Herederas" di Marcelo Martinessi (in sala con Lucky Red), che oltre all'Alfred Bauer ha vinto anche il premio per la miglior attrice andato ad Ana Brun, è ancora una volta una sinfonia al femminile con la storia di Chela e Chiquita, coppia lesbica che vive da trenta anni insieme. Quando la tonica Chiquita viene arrestata per frode fiscale, Chela scopre che la sua anima non è così dimessa come credeva e che può farsi una nuova vita.

La preghiera, l'affidarsi a Dio, può essere un'ancora contro la deriva delle droghe. Questo rappresenta con forza e misticismo "La prière" di Cedric Kahn (Gli uomini di Dio) e giustamente ottiene il premio come miglior attore andato al giovane Anthony Bajon, nell'interpretazione del multi-facce Thomas.

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