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Cannes, al via mercoledì l'edizione numero 70. Ecco i film in gara

Spettacolo
Il poster dell'edizione numero 70 di Cannes (Getty)

Immigrazione, amore, arte, thriller: questi alcuni dei temi delle pellicole in corsa per la Palma d'oro. Nella sezione principale del festival nessun italiano, ma il nostro Paese è ben rappresentato nella categoria Quinzaine des realisateurs

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Mercoledì 17 maggio si apre la 70esima edizione del Festival di Cannes. A giocarsi la Palma d’oro, che verrà assegnata domenica 28 dalla giuria presieduta da Pedro Almodovar, ci sono diciannove film: immigrazione, amore, arte e thriller sono i temi al centro delle pellicole. In gara nella sezione principale del concorso non c’è nessun italiano. Oltre che dalla madrina Monica Bellucci e da Claudia Cardinale sul poster ufficiale, però, il nostro Paese è ben rappresentato sulla Croisette. Occupa un posto di tutto rispetto, infatti, nella categoria Quinzaine des realisateurs: la storica sezione indipendente del festival, nata sulle ceneri della contestazione del '68, voluta e promossa dalla potente associazione francese dei registi. I titoli italiani in corsa in questa sezione sono “ Cuori puri” di Roberto de Paolis, “ L’intrusa” di Leonardo Di Costanzo e “ A Ciambra” di Jonas Carpignano.

I film in gara per la Palma d’oro

Tornando ai film in gara per la Palma d’Oro, l’immigrazione compare in due pellicole. In “Happy end” di Michael Haneke, con Isabelle Huppert, Mathieu Kassovitz e Jean-Louis Trintignan: è la storia di una ricca famiglia che vive isolata, come in una bolla, in un paese circondato dalla povertà dei campi di migranti intorno a Calais. E poi, in toni più allegorici, in “Jupiter’s moon” di Kornél Mundruczó, dove un giovane immigrato ferito mentre attraversa illegalmente il confine scopre di aver acquisito la capacità di levarsi da terra. Nel campo di accoglienza c'è chi vorrà sfruttare questo suo potere.
Sul fronte terrorismo, invece, scende in campo Fatih Akin con “In the fade”. Ad Amburgo una bomba colpisce la comunità turco-tedesca. Una donna medita la vendetta per la sua famiglia vittima dell'attentato.

Il tema dell’amore

C'è poi l'amore, in tutte le sue declinazioni, che in questa edizione si mescola spesso con l'arte. È il caso di “Formidabile” di Michel Hazanavicius, con Stacy Martin, Bérénice Bejo, Louis Garrel. Parla della grande storia d'amore tra Anne Wiazemsky e il maestro del cinema Jean-Luc Godard. Il tutto visto dagli occhi della giovane moglie. Su questa linea, c’è anche “Rodin” di Jacques Doillon: al centro ancora con una tormentata relazione, quella durata dieci anni tra lo scultore Auguste Rodin e Camille Claudel. C’è, poi, “L’amant double” di François Ozon: un thriller al femminile che racconta l'amore tra la giovane depressa Chloe (Marine Vacth) e il suo psicoterapeuta Paul (Jérémie Renier). Ma l'uomo ha un'identità da nascondere. È amore, in “Radiance” di Naomi Kawase, anche tra un fotografo che sta perdendo la vista e un'autrice di versioni cinematografiche per non vedenti . amore e tradimento, invece, sono al centro di “The day after”, del regista coreano Sang-soo Hongdue. Protagonista è un uomo sposato che ha avuto una relazione extraconiugale con un'ex dipendente. La moglie,scoperta la cosa, corre nel suo ufficio e scambia la nuova impiegata per la sua ex amante. In “Loveless” di Andrey Zvyagintsev, inoltre, si racconta l'amore e il senso di colpa di genitori divorziati verso il figlio dodicenne fuggito dopo la loro ennesima lite.

L’arte

In gara anche la commedia piena di star “The Meyerowitz stories” di Noah Baumbach, con Ben Stiller, Adam Sandler, Dustin Hoffman, Emma Thompson, Elizabeth Marvel, Candice Bergen, Danny Flaherty, Rebecca Miller. Racconta di una famiglia che si riunisce a New York per una retrospettiva sulla carriera del patriarca, popolare artista. C’è arte, ma senza controllo, anche in “The square” di Ruben Östlund: nella performance ideata dal curatore di un museo, in una delle più grandi piazze d'Europa, conta la regola di non avere regole, ma la cosa sfugge di mano con effetti imprevedibili.

Temi sociali

Sul fronte temi sociali, ci sono “You were never really here” di Lynne Ramsay, con Joaquin Phoenix nei panni di un veterano di guerra che dedica il suo tempo alla lotta contro il traffico sessuale. Un giorno la sua vita si intreccia con quella di un importante politico di New York, che invece è dall'altra parte del muro. E ancora “120 Battements par minute” di Robin Campillo con la nascita di Act Up, organizzazione di attivisti che negli anni Novanta ha richiamato l'attenzione sulle conseguenze dell'Aids. Tra impegno e visionarietà “Okja” di Bong Joon-ho, con Jake Gyllenhaal e Tilda Swinton: na ragazza da dieci anni difende il suo migliore amico, un grosso animale di nome Okja, tra le montagne della Corea del Sud. Quando l'animale diventa oggetto di interesse di una multinazionale, la giovane dovrà vedersela con alimenti geneticamente modificati, globalizzazione, ecoterrorismo e autopromozione.

Le altre pellicole

Sul fronte remake troviamo quello de “La notte brava del soldato Jonathan” di Don Siegel, riproposto da Sophia Coppola con “L’inganno”: Elle Fanning, Kirsten Dunst, Nicole Kidman e Colin Farrell sono i protagonisti della storia di un uomo ferito che crea non pochi turbamenti tra le donne di un collegio femminile dove si rifugia. In corsa per la Palma d'oro anche “The killing of a sacred deer”, a firma del regista greco Yorgos Lanthimos: con Nicole Kidman, Alicia Silverstone e Colin Farrell, si annuncia come un thriller psicologico con protagonisti un carismatico chirurgo e un adolescente inquieto. C’è, poi, “Wonderstruck - La ragazza delle meraviglie” di Todd Haynes, tratto dal romanzo di Brian Selznick (2011). Due le storie, una del 1977 su un ragazzo che non ha mai conosciuto il padre, e l'altra, mezzo secolo prima, su una ragazzina che sogna una misteriosa attrice. In concorso anche “Good time”, action movie di Ben Safdie con la storia di un rapinatore di banche (Robert Pattinson) in fuga dalla polizia per le strade di New York. Infine, si annuncia kafkiano “A gentle creature” di Sergey Loznitsa, ispirato a un racconto di Dostoevskij: è la storia di una donna che, dopo aver ricevuto indietro il pacco mandato al marito in prigione, parte verso il carcere alla ricerca di una spiegazione, da qui la sua guerra verso l'impenetrabile fortezza.