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Luna e Marte, l’uomo potrebbe sopravvivere nelle caverne di lava

Scienze
NASA/LROC/ASU

I tubi di lava dei due pianeti sono più ampi e resistenti di quelli terrestri, inoltre proteggono dai raggi cosmici. Lo studio delle università di Bologna e Padova è stato pubblicato su Earth-Science Reviews

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Alcuni ricercatori delle università di Bologna e di Padova hanno studiato le caratteristiche dei tubi - cavità sotterranee - formati dall’escavazione della lava presenti sulla Terra, ma anche nel sottosuolo della Luna e di Marte. La loro dimensione potrebbe permettere di creare, in futuro, colonie umane o basi spaziali sui due pianeti considerato che le enormi caverne offrono anche protezione dalle radiazioni cosmiche. Lo studio che riporta le stime è stato pubblicato sulla rivista internazionale Earth-Science Reviews.

 

Cosa sono i tubi di lava

 

I tubi di lava “si possono trovare non solo sulla Terra, ma anche nel sottosuolo della Luna e di Marte i cui pozzi di accesso in superficie sono stati ripetutamente osservati nelle immagini ad alta risoluzione delle sonde interplanetarie. La loro presenza è spesso evidenziata da allineamenti sinuosi di cavità e collassi nei tratti in cui la volta della galleria ha ceduto”. Lo spiega Francesco Sauro, speleologo, direttore dei corsi Caves e Pangea dell’Esa e professore al dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali di Unibo, che ha coordinato il lavoro. “Questi collassi – prosegue - costituiscono potenziali ingressi o finestre sul sottosuolo. Più in generale, le caverne di lava presentano espressioni morfologiche superficiali che hanno notevoli somiglianze con i loro analoghi terrestri, molti dei quali già esplorati dagli speleologi. Come nel caso delle Hawaii, delle Isole Canarie, di Australia e Islanda”.

Il probabile ingresso di un tubo lavico lunare nell'area di Marius Hills (NASA/LROC/ASU)

Cavità più ampie su Luna e Marte

 

Se i condotti lavici terrestri raggiungono i 10-30 metri di diametro, le dimensioni aumentano di 100 volte su Marte e di 1.000 volte sulla Luna. Lo si deve alla minore gravità e agli effetti che questa ha sul vulcanismo, fattore che concorre a renderli molto più resistenti. “Nonostante le dimensioni imponenti – sostiene infatti Matteo Massironi,

professore di geologia strutturale e planetaria dell'università di Padova - rimangono ben all'interno della soglia di stabilità e la maggior parte di loro è ancora intatta”. “I collassi osservati – prosegue - sono stati causati da impatti di asteroidi che hanno perforato la volta del condotto”. “Raggiungendo una dimensione superiore ai 40 chilometri – aggiunge Riccardo Pozzobon – potrebbero fornire spazio a sufficienza per ospitare intere basi planetarie per l’esplorazione umana della Luna”. Le cavità sono così “enormi da arrivare a contenere il centro storico di Padova”, chiosa l'esperto.