Sul palco dell'Immacolatella, in diretta da Napoli per l'evento di Sky TG24 Territori, ci sono Vincenzo Di Vincenzo, direttore del quotidiano Il Mattino, e Agnese Pini, direttrice di Quotidiano Nazionale. Tanti temi, dalla politica all’indomani delle suppletive in Calabria alla questione del caro carburanti. (Sky TG24 Territori Napoli, tutti i video)
“C’è la necessità di provare a trovare delle soluzioni più strutturali a qualcosa che non si risolverà in poco tempo”. Agnese Pini, direttrice di Quotidiano Nazionale, commenta così all’evento di Sky Tg24 Territori in onda da Napoli il problema del costante aumento dei prezzi del carburante dovuto al conflitto in Medio Oriente. “Il governo l’ha capito e ha preso coscienza del fatto che le misure spot come bonus e sconti sulle accise o la tassa sul bollo non sono sufficienti. Il nostro governo - ha ricordato ancora Pini - ha speso più di due miliardi e mezzo per far fronte al caro carburanti: una spesa enorme che non ha sortito effetto. Serve l’apertura di nuovi canali con altri partner per trovare nuove strade per il petrolio”. Di questo complesso tema ha parlato anche Vincenzo Di Vincenzo, direttore del quotidiano Il Mattino, che ha sottolineato come, dai problemi, alcune volte scaturiscano opportunità: “Con la crisi energetica abbiamo diversificato le fonti di approvvigionamento. Perché non possiamo in un momento come questo dipendere da un solo Paese (la Russia, ndr) che si trova dall’altra parte in termini di ostilità”. Per il direttore del quotidiano napoletano “dobbiamo pensare al futuro e a come rafforzarci: da una parte c’è il nucleare ma c’è anche un tema di raffinazione. Noi abbiamo i nostri impianti di raffineria che hanno al momento una capacità del 75%: dobbiamo aumentarla e questo ci garantirebbe maggiore indipendenza e capacità di reagire agli shock energetici globali”.
Suppletive in Calabria
Il tema, sul palco dell’Immacolatella di Napoli, è poi virato verso la politica all’indomani delle suppletive in Calabria. L’affluenza, ha ricordato Agnese Pini, “si è fermata al 22% ma non è indicativa di nulla perché è un campione minimo in un’elezione come le suppletive che non possono essere un metro di paragone rispetto alle elezioni politiche”. C’è poi la questione Vannacci: “Non c’è stata la ‘valanga nera’, la sparata di Vannacci non poteva concretizzarsi. Però - ha spiegato la direttrice di QN - non sminuirei quell’11% perché per la prima volta Futuro Nazionale entra nei dati del Viminale con un suo risultato in doppia cifra. Non è poco quello che ha portato a casa Vannacci. E non può non allarmare Giorgia Meloni”. Per Di Vincenzo, “il fattore Vannacci può incidere sull’idea di andare a votare subito o sperare che nel tempo questo effetto venga a scemare”. Questa, ha spiegato il direttore de Il Mattino, “può essere la speranza del centrodestra”. I voti che prende Vannacci “non sono sottratti a Fratelli d'Italia (che nei sondaggi resta più o meno sui livelli del 2022 e mantiene un consenso ampio) ma va a prendere - ha ipotizzato Di Vincenzo - anche una parte di astensionismo di persone che non andavano a votare”. La legge elettorale, ha proseguito il direttore, “vuole dare stabilità al paese: è una legge che chiunque vinca darà stabilità. La premier Meloni potrebbe trovare vantaggio dall'andare a votare subito qualora, alla Camera, i numeri le dessero torto perché magari trova dall'altra parte un campo largo che ancora non ha trovato una sua quadra. Però c’è l'incognita Vannacci che obiettivamente potrebbe non farle raggiungere il famoso 42% e far scattare il premio di maggioranza”.
Violenza e disagio giovanile
A Napoli c’è il carcere di Nisida che è un osservatorio importante sul tema della violenza giovanile. “C’è un allarme legato alla qualità dei reati che i ragazzi compiono: dall’omicidio alla criminalità organizzata”, ha sottolineato il direttore del carcere, Gianluca Guida. Negli ultimi anni si è registrata una costante di ragazzi che manifestano disturbi psicologici e bisogna quindi lavorare su questo tema. Dello stesso parere è il direttore de Il Mattino che ha ricordato come il problema non riguardi solo Napoli ma anche altre città come Milano con il fenomeno dei maranza. “Il Mattino - ha raccontato Di Vincenzo - sta facendo una battaglia contro la violenza giovanile: troppi minori escono armati, anche solo per difendersi e non per offendere. Questo è gravissimo e quello che occorre fare è dare a questi ragazzi un’alternativa e puntare sull’educazione. Nelle famiglie, nelle scuole e nelle città: anche l’urbanistica in questo è molto importante, per costruire delle città a misura di ragazzi”.
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