A poco più di una settimana dall'approdo in Senato previsto per il 9 settembre, si riaprono le trattative per chiudere la questione su preferenze e alternanza di genere e sciogliere il nodo del ballottaggio. Il servizio
Si riaccende la polemica sulla legge elettorale a ridosso della scadenza dei termini per presentare gli emendamenti al testo in commissione Affari costituzionali in Senato. Dall'ultima call tra gli Sherpa del centrodestra emergono i due emendamenti su cui la maggioranza ha deciso di puntare, uno sulle preferenze con capolista bloccato e uno per abolire la "taglia cespugli", cioè l'esclusione dal calcolo della percentuale della coalizione dei partiti sotto il 3 per cento. L'emendamento sulle preferenze dovrebbe ricalcare quello bocciato alla Camera con l'alternanza di genere dal secondo nome. Al momento però, salta il rapporto 60-40 previsto per i capilista. L'alternanza di genere resterebbe solo nei 70 nomi dei listini del premio circoscrizionale. Ancora aperto invece il nodo del ballottaggio. Permangono diverse difficoltà legate soprattutto al sistema bicamerale e al rischio di un esito diverso tra Camera e Senato. La scadenza chiave a cui guarda il centrodestra per chiudere l'accordo resta comunque quella del 9 settembre, quando il testo approderà nell'aula del Senato, con voto finale previsto il 15. Se il provvedimento arrivasse senza relatore, si tornerebbe al testo base e sugli emendamenti si ripartirebbe da zero, concedendo alla maggioranza una settimana in più per trovare un'intesa sui nodi ancora aperti. Se Fratelli d'Italia e Forza Italia aprono al ballottaggio, la Lega resta dubbiosa. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa si conferma favorevole ma avverte: rivoluzionare tutto adesso è più difficile. Quanto alle alleanze, la Russa esclude l'ipotesi Vannacci pur di vincere. Il leader di Futuro nazionale replica, definendo il ballottaggio la mossa della paura, pensata per neutralizzarlo. Contro la riforma fa muro il centrosinistra, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, accusa la premier di pensare alla legge elettorale e all'autocelebrazione del suo governo, mentre gli italiani fanno i conti con il caro vita. Duro anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che parla di una legge elettorale per rimanere imbullonati al potere.
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