Legge elettorale, scontro tra centrodestra e Campo largo

Politica

Il clima torna a incendiarsi intorno alle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni sulla possibilità di vedere un esponente non di centrosinistra al Colle. Per le oppozioni un chiaro segnale di quello che sarebbe il vero disegno della maggioranza: scrivere una legge elettorale che permetta l'elezione del presidente senza alcun tipo di compromesso parlamentare

Scontro tra maggioranza e opposizioni su legge elettorale e aspirazioni alla presidenza della Repubblica. Il centrodestra punta a portare al Colle un suo esponente e il Campo largo non ci sta. Per Giorgia Meloni il tabù di un presidente non di centrosinistra si può rompere, e con lei è d'accordo Maurizio Gasparri: "Il punto è non avere una discriminazione - ha detto il senatore di Forza Italia ospite di Start a Sky TG24 -. L'affermazione in assoluto che non ci devono essere pregiudiziali, posti i requisiti e le qualità delle persone che poi saranno valutate in quel momento, mi pare un'affermazione giusta da parte della Meloni che francamente condivido". Ma alle dichiarazioni della premier le opposizioni insorgono, con la legge elettorale che torna al centro delle polemiche.

Maggioranza divisa sulle preferenze

All'interno della maggioranza il tema del contendere sono le preferenze, che piacciono a Fratelli d'Italia ma non a Lega e Forza Italia. Mentre il campo largo punta il dito contro la premier e le sue dichiarazioni, denunciando la volontà di introdurre un premierato mascherato nella legge elettorale, con l'indicazione del candidato per la presidenza del Consiglio e un premio di maggioranza che, in caso di vittoria, darebbe al centrodestra i numeri per eleggere da solo il presidente della Repubblica.

Opposizione all'attacco

"Avevano dichiarato che erano pronti quando hanno fatto campagna elettorale e adesso abbiamo capito che significava siamo pronti a tutto, anche a trasformare istituzioni democratiche, e a cercare assolutamente tutte le modalità per rimanere al potere tradendo l'interesse nazionale", commenta il leader del Movimento cinque Stelle Giuseppe Conte. La segretaria del Pd Elly Schlein aggiunge: "In un Paese in cui mancano 70.000 infermieri, in un Paese in cui una lista d'attesa per una gastroscopia può arrivare a un anno e mezzo, la priorità di Giorgia Meloni è la legge elettorale, è il potere, è il Quirinale".