Nuovo intervento dai toni accesi in Consiglio comunale a Terni, dove il sindaco Stefano Bandecchi si è scagliato contro chi lo accusa di fascismo. Il primo cittadino ha rivendicato il diritto di cantare "Bella ciao”. “Nessuno può dirmi che non posso cantarla. Io canto quello che mi pare”, ha detto in aula. Poi ha alzato i toni: “Voglio ricordare a tutti che il prossimo che mi chiama fascista lo tratterò da comunista. Cioè farò ciò che fanno i comunisti ai fascisti, derivazione sconcertante del partito socialista tra gulag e sistemi con olio di ricino. Io sono un liberale e il prossimo che mi offende gli spezzo le gambe”.
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