Ddl caccia, via libera dal Senato nonostante le opposizioni. Cosa prevede il testo

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Silvana Aversa

Silvana Aversa

Primo sì al Senato. Il testo ora passa alla Camera. Il disegno di legge riforma radicalmente la legge quadro sulla caccia in Italia. Si consentirà di sparare di più e a più specie. Le opposizioni insorgono: “E’ incostituzionale”. Sul piede di guerra le associazioni ambientaliste e animaliste

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Il primo via libera alla riforma della legge sulla caccia, tra le proteste dell’opposizione, arriva dall’Aula del Senato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti. Il disegno di legge 1552 a prima firma del capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan, voluto fortemente dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ora dovrà passare all’esame della Camera. Dopo 34 anni, vengono riviste le norme definite dalla legge 157 del 1992 per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.

I rilievi della Commissione europea

Il disco verde del Senato arriva nonostante i dubbi sollevati dalla Commissione europea sul ddl caccia. Alcune modifiche previste dal testo rischiano di violare due capisaldi per la tutela della biodiversità - la direttiva Habitat e la direttiva Uccelli - ed esporre l’Italia a procedure di infrazione.

Cosa cambia con la riforma

Tutto è destinato a cambiare. In primo luogo, i cacciatori diventano bioregolatori. Cambia il ruolo dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale): il suo parere non sarà più vincolante ma consultivo e le Regioni potranno discostarsi dalle indicazioni dell’Istituto nella definizione del calendario venatorio, motivando la decisione. I calendari venatori potranno anche essere estesi alle fasi di migrazione e nidificazione consentendo l’attività anche oltre il tramonto. Il testo estende le finestre temporali e le aree in cui è permesso sparare. La pratica viene consentita anche in aree demaniali come le spiagge, i parchi pubblici e le aree protette.

Per la caccia di selezione al cinghiale si autorizza l’uso di strumenti ottici e optoelettronici, compresi telemetri, red dot e visori notturni. Aumentano le specie cacciabili come, ad esempio, l’oca selvatica e il piccione di città. Mentre il lupo viene escluso dall’elenco delle specie particolarmente protette.

Il ddl caccia non è appoggiato in modo uniforme dalla maggioranza. "Darò battaglia a Montecitorio" assicura Michela Vittoria Brambilla deputata di Noi Moderati e presidente della Lega italiana difesa animali. “La caccia è inaccettabile violenza e crudeltà sui poveri animali indifesi, per il divertimento di 500mila persone che provano piacere a togliere la vita”, prosegue.

La deputata di Forza Italia, Rita dalla Chiesa, invece è tra le firmatarie di un appello bipartisan per fermare una riforma che “minaccia la biodiversità la sicurezza dei cittadini e la legalità”.

Lo scontro politico

Le opposizioni che hanno ribattezzato il testo “Lo sparatutto”, insorgono contro il ddl caccia. È una normativa che consentirà la caccia ovunque senza tutele per gli animali con il rischio concreto che l’Italia diventi il parco Venatorio d’Europa attraverso la liberalizzazione dei permessi, denunciano. Per la segretaria del Partito democratico è provvedimento anticostituzionale, va ritirato. Sulla stessa linea Giuseppe Conte. Per il leader del Movimento 5 Stelle, il provvedimento legislativo è “Contram Constitutionem”, non tutela l'ambiente, non preserva la biodiversità e non lascia un pianeta sostenibile”, favorendo il bracconaggio. “La nostra opposizione – assicura - sarà dura, intransigente, fermissima”.

“E’ una vergogna, una vergogna inaudita” tuona Angelo Bonelli. Il deputato di Avs lancia un appello alla presidente del Consiglio: Chiedo a Giorgia Meloni di fermare questa proposta di legge, così almeno potrò dirle una volta brava. Come può permettere che si possa cacciare nei parchi, sulle spiagge, specie protette dall'oca selvatica allo stambeco?". “Temo che non si fermeranno – continua Bonelli - perché la lobby di cacciatori è imponente e condiziona profondamente questa maggioranza di destra. E' un assalto alla natura senza precedenti e francamente sono allibito per quello che sta accadendo", aggiunge.

Le proteste

Bocciatura senza appello da parte delle associazioni animaliste e ambientaliste che denunciano “un grave arretramento nella tutela della fauna selvatica e del rapporto tra natura e comunità umane” e hanno chiesto “di rispettare i principi costituzionali, le norme europee e le evidenze scientifiche sulla biodiversità”. Durante il voto, davanti a Palazzo Madama si è svolto un sit-in promosso da Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf, al quale hanno preso parte esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.

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