I kazaki hanno iniziato a votare il 23 agosto in occasione di elezioni parlamentari anticipate che sembrano destinate a rafforzare il potere del presidente Kassym-Jomart Tokayev su questo Paese dell’Asia centrale, importante esportatore di energia e minerali. Le elezioni sono state indette in seguito all’adozione, all’inizio di quest’anno, di una nuova costituzione che semplifica l’assetto parlamentare, trasformando il sistema bicamerale in uno monocamerale. La Corte Suprema del Kazakistan ha dichiarato il mese scorso che la nuova costituzione consentiva a Tokayev, insediatosi nel 2019, di candidarsi per un nuovo mandato di sette anni. I sondaggi indicano un’ampia maggioranza a favore di Adilet, un partito filo-Tokayev fondato solo pochi mesi fa, nel quale si è sciolto il precedente partito di governo Amanat, che aveva dominato la politica kazaka sin dagli anni ’90. Alla competizione elettorale partecipano anche diversi partiti di opposizione, tutti considerati sostanzialmente fedeli a Tokayev
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