Dall’Australia all’Unione Europea cresce la spinta globale per limitare o vietare l’accesso dei minori ai social media, con l’obiettivo di tutelarne la salute mentale e ridurre i rischi legati a dipendenza digitale e contenuti dannosi. A Canberra è stata approvata una legge che vieta l’uso delle piattaforme agli under 16, imponendo sistemi di verifica dell’età più rigorosi. Misure simili sono state annunciate anche in Spagna, mentre in Francia il Parlamento ha dato il via libera a un divieto per i minori di 15 anni. Il tema è centrale anche in Europa, dove si propone una soglia minima di 16 anni con possibili deroghe familiari, alla luce delle crescenti preoccupazioni per ansia, depressione e isolamento tra i giovani.
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