''Avremmo potuto prevenire questo incidente non necessario'' e ''avremmo potuto gestire questa questione meglio, da parte nostra, del patriarca, del governo italiano''. Lo ha dichiarato l'ambasciatore d'Israele in Italia Jonathan Peled intervenendo a Sky Tg24 sul caso dell'ingresso vietato al Cardinale Pizzaballa al Santo Sepolcro di Gerusalemme nella Domenica delle Palme
''Avremmo potuto prevenire questo incidente non necessario'' e ''avremmo potuto gestire questa questione meglio, da parte nostra, del patriarca, del governo italiano''. Lo ha dichiarato l'ambasciatore d'Israele in Italia Jonathan Peled intervenendo a Sky Tg24 sul caso dell'ingresso vietato al Cardinale Pizzaballa al Santo Sepolcro di Gerusalemme nella Domenica delle Palme. Per questo incidente "diplomatico" l'ambasciatore d'Israele in Italia è stato convocato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che incontrerà oggi alla Farnesina ''per un dialogo aperto e sincero con i miei colleghi''. Ai microfoni di Giovanna Pancheri Peled ha aggiunto: '"Il Patriarca sapeva delle restrizioni, gli è stato chiesto di non entrare e lui ha deciso di provare ad entrare. Quindi credo sì che ci sia stato un malinteso: avremmo dovuto essere più sensibili sia da un lato che dall'altro. Penso che la reazione sia stata forse un po' esagerata ma la cosa importante è che possiamo metterci questa cosa alle spalle, abbiamo trovato un modus vivendi e operandi per le prossime giornate mantenendo le caratteristiche di sicurezza e protezione di tutti quelli che vengono a pregare". Perché - ha continuato Peled - Dio non voglia, ma se succedesse qualcosa Israele sarà responsabile. Io vorrei vedere una condanna del mondo all'Iran per aver sparato sulla Città Santa".
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