È tregua a Gaza dopo 735 giorni di guerra. Netanyahu avvisa: "Se il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia non avvengono sarà guerra"
"Hamas ha accettato l'accordo solo quando ha sentito la spada alla gola - ha affermato Benyamin Netanyahu in una dichiarazione ai media. -. E la spada è ancora lì. Hamas ha accettato l'accordo dopo che il piano Trump, su cui ho concordato con il presidente a Washington, lo ha isolato a livello internazionale in modo senza precedenti". "A tutti quelli che sostengono che questo accordo si poteva raggiungere prima dico che non è vero: Hamas non ha mai acconsentito a liberare tutti gli ostaggi con l'Idf così ancora profondamente dentro la Striscia". Il premier israeliano aggiunge: "Stiamo stringendo Hamas da ogni lato in vista delle prossime fasi del piano, che prevede il suo disarmo completo e la smilitarizzazione di Gaza. Se ciò sarà raggiunto in modo pacifico, tanto meglio. Se no, sarà raggiunto con la forza".
Il ritorno degli ostaggi
"Due anni fa ci siamo rialzati dall'orlo dell'abisso, e abbiamo risposto con forza ai nostri nemici. Come ha detto il capo di stato maggiore, la campagna non è ancora finita. Ci attendono ancora grandi sfide, ma anche grandi opportunità. Allargheremo il cerchio della pace intorno a noi" ha detto ancora Netanyahu. "Questa festività di Simchat Torah diventerà, con l'aiuto di Dio, un giorno di gioia nazionale per il ritorno di tutti i nostri fratelli e sorelle rapiti (il massacro del 7 ottobre era caduto nel giorno della celebrazione). Il nome dell'operazione per recuperare gli ostaggi 'Tornano al loro confine' è tratto dalla promessa fatta a Rachele nel libro di Geremia: 'E riporteremo i figli al loro confine'"
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