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Caso Eitan, domani udienza nonno e complice: bimbo parte civile

Lombardia
©Ansa

Entrambi sono accusati di sequestro aggravato, sottrazione di minore all'estero e appropriazione indebita del passaporto

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Inizierà domani, davanti al gup di Pavia Pietro Balduzzi, l'udienza preliminare a carico di Shmuel Peleg, nonno materno di Eitan, il bambino unico sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone, e di Gabriel Alon Abutbul, autista e presunto complice. Entrambi accusati di sequestro aggravato, sottrazione di minore all'estero e appropriazione indebita del passaporto per la nota vicenda del presunto rapimento del piccolo avvenuto l'11 settembre del 2021, quando aveva 6 anni e fu portato in Israele. Tornò in Italia su decisione dei giudici di Tel Aviv. Nell'udienza ci sarà la richiesta di costituzione di parte civile da parte dell'avvocato Fabrizio Ventimiglia, che rappresenta Eitan nel procedimento. Il piccolo sarà, dunque, parte civile essendo indicato come 'persona offesa' dei reati contestati al nonno e al presunto complice. Così come Aya Biran, zia paterna del bimbo (vive con la sua famiglia) ed ex tutrice legale. "Questa situazione conflittuale tra la famiglia materna e quella paterna del minore - spiega l'avvocato Ventimiglia - che ha raggiunto il suo culmine con il sequestro di Eitan, purtroppo non ha fatto altro che peggiorare la situazione del piccolo che si trova suo malgrado in mezzo a queste tensioni familiari, dopo avere già dovuto affrontare l'immane tragedia che tutti conosciamo". L'auspicio, prosegue il legale, "è, dunque, che questo conflitto possa trovare quanto prima una soluzione cosicché Eitan possa ritrovare la serenità che deve necessariamente accompagnare il percorso di crescita di un bambino". (RESPINTO IL RICORSO IN CASSAZIONE)

Le indagini

Peleg e Abutbul, stando alle indagini, avrebbero rapito il bimbo "prelevandolo dal domicilio stabilito dall'autorità giudiziaria italiana", a Travacò Siccomario (Pavia), "sottraendolo alla tutrice" Aya Biran che era stata "nominata con decreto del 26 maggio 2021" del giudice di Torino. E l'avrebbero fatto con un "piano premeditato e organizzato" privando il minore della "libertà personale" e portandolo in Israele, con un volo privato da Lugano, "contro la volontà della persona che ne aveva la custodia". Sia su Peleg che su Abutbul pendeva un'ordinanza di custodia cautelare che è stata eseguita quando si sono presentati nei mesi scorsi in Tribunale a Pavia per l'interrogatorio di garanzia. Il gip per entrambi ha sostituito la custodia in carcere con il divieto di dimora a Milano, Varese e Pavia e col divieto di avvicinamento al piccolo. "Pensavo di avere diritto di poter stare con mio nipote - si è difeso il nonno - di aver fatto una cosa lecita. Il piccolo è sempre stato bene con me, non l'ho mai nascosto, appena siamo arrivati a Tel Aviv ho informato subito la zia Aya e le autorità locali". L'udienza preliminare non si concluderà domani con la decisione del gup sui rinvii a giudizio o meno. Da calendario, salvo altre questioni preliminari, è prevista la discussione dei pm, per ribadire la richiesta di processo, e forse di una delle difese.