A 34 anni dalla strage di Capaci, un agente che saltuariamente prestava servizio con la scorta di Giovanni Falcone ricorda quel tragico giorno e perche' ha scelto di restare, dopo le stragi, a Palermo, e di continuare a fare l'agente di scorta
"Una persona silenziosa e rispettosa". A 34 anni dalla strage di Capaci un agente della scorta che ha lavorato con Falcone ricorda il giudice. "La paura fa parte dell'essere umano - dice - ma abbiamo imparato a guardarla in faccia e a gestirla".
Il 23 maggio del 1992 lo ricorda come un giorno di guerra. L'odore acre di bruciato nell'aria ("che ancora oggi mi sembra di sentirmi addosso"), un silenzio tombale, le macchire ribaltate e coperte di terra e l'incredulità di quanto si stanno vivendo. "Ci guardavamo in faccia e ci chiedevamo se lo avessero fatto veramente - continua l'agente di scorta -. Se davvero avessero fatto saltare un'autostrada".
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