Delitto Garlasco, consulenti: "Chiara Poggi vide foto porno sul pc di Alberto Stasi"

Cronaca
Diletta Giuffrida

Diletta Giuffrida

La sera prima che venisse uccisa, Chiara Poggi aprì la cartella del computer di Alberto Stasi - denominata "Militare" - dove erano state archiaviate oltre 6mila fotografie pornografiche

Il dato emerge per la prima volta, non più solo come ipotesi ma come dato certo, dalla consulenza informatica affidata di recente dalla famiglia Poggi ai consulenti informatici forensi Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti e che presto verrà depositata. La sera del 12 agosto 2007 i due ragazzi avevano mangiato insieme una pizza nella villetta dove la mattina successiva si consumerà il delitto. Alle 21.55 Stasi ha sempre raccontato di essere andato a casa per portare dentro i cani per paura di un imminente temporale. Il suo pc, sul quale stava lavorando alla tesi, resta a casa di Chiara. Alle 21.59 la ragazza inserisce una chivetta usb per copiare le fotografie della loro vacanza a Londra. Poco altro emergeva dalla perizia del 2009 firmata dai periti del gip Porta e Occhetti su quel pc di Stasi che per altro, dopo il sequestro, era stato alterato da un'improvvida consultazione dagli stessi carabinieri.

Nanni Bassetti, consulente informatico di parte civile, afferma: "Abbiamo trovato un file superstite con dei metadati che nel 2009 non erano leggibili, oggi quei metadati ci indicano un accesso alla cartella militare il 12 agosto 2007 alle ore 22. L'analisi si è basata sulla verifica incrociata con vari strumenti per estrarre quei dati che nel 2009 erano invisibili e per usare una metafora abbiamo visto la parte sommersa dell'iceberg".

Archiviate nella cartella Militare c'erano varie altre sottocartelle, ognuna con un tipo di contenuto diverso: orge, incinta, collant, vergini. La visione di questo materiale - non più un'ipotesi stando alla nuova consulenza - potrebbe aver provocato una reazione di Chiara, e forse anche una lite. Anche questo elemento entrerà in un possibile nuovo processo a Pavia  che vede ora - dopo la condanna di Stasi a 16 anni nel 2015 - indagato per omicidio in concorso Andrea Sempio.