Sciacca, la street art di Rosk nella Chiesa dei Cappuccini
CronacaE' una delle primissime opere di street art mai realizzate all'interno di una chiesa. Il lavoro è stato finanziato e donato alla curia, e alla città, da due fratelli imprenditori di Sciacca, Paolo e Francesco Montalbano. L'evento è al centro di un documentario del regista, anch'egli saccense, Accursio Graffeo
La volta della chiesa della Madonna di Fatima, conosciuta come chiesa dei Cappuccini si tinge di azzurro e su questo cielo dipinto si staglia la figura di san Francesco d’Assisi. E' uno dei rari casi in cui il linguaggio della street art si presta alla rappresentazione del sacro. Ecco la nuova opera di Giulio Rosk, artista siciliano di fama internazionale, autore di numerosi murales, sempre di grande valore simbolico, nell'ambito di progetti di rigenerazione urbana soprattutto nelle periferie delle città. Ma questa volta Rosk entra in una chiesa e realizza un affresco, grazie alla generosità di due fratelli di Sciacca, Paolo e Francesco Montalbano, imprenditori edili, che alla loro città hanno voluto offrire, finanziandola, un’opera d’arte che non ha eguali nel suo genere.
Al loro gesto è dedicato un film documentario dal titolo Fratelli del regista Accursio Graffeo, che ha seguito le varie fasi della realizzazione dell’affresco. Il documentario accompagna lo spettatore, intrecciando presente e memoria, mescolando immagini attuali e fotografie storiche rigenerate e animate tramite intelligenza artificiale, mentre l’affresco prende vita in una restituzione visiva immersiva e rispettosa dell’opera originale. Fratelli è un racconto sobrio e profondo che riflette sul valore della bellezza condivisa, sulla responsabilità verso il patrimonio culturale e sul ruolo dell’arte come strumento di dialogo tra generazioni.
Incontro Giulio Rosk nel giorno in cui nel Teatro Samonà di Sciacca viene presentato il docufilm dedicato all'evento.
"L’intervento pittorico realizzato nella Chiesa dei Cappuccini di Sciacca nasce da un dialogo diretto con l’architettura sacra dell’edificio e con il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, assunto come struttura poetica, cosmologica e spirituale dell’intera composizione" mi dice Rosk, al secolo Maurizio Giulio Gebbia.
"La zona dell’altare, in particolare, ha suggerito una scansione naturale dello spazio in sei settori, che riprendono la suddivisione simbolica del Cantico: sole, luna, stelle, aria, acqua, fuoco e terra. Questi elementi non vengono rappresentati in modo naturalistico, ma attraverso un linguaggio che fonde memoria gotica, tradizione iconografica cristiana e decorazione delle ceramiche di Sciacca, creando un sistema visivo che unisce sacro e territorio, cielo e materia. Le cromie blu profonde e stellate che avvolgono la cupola richiamano direttamente la volta della Basilica di San Francesco ad Assisi, stabilendo un ponte simbolico tra Sciacca e il luogo originario della spiritualità francescana. I medaglioni circolari, che ospitano figure cosmiche e allegoriche, scandiscono lo spazio come una cosmologia mistica, dove il creato diventa preghiera. Al centro della composizione si apre una forma circolare luminosa, da cui si irradiano i raggi che strutturano l’intera volta. Questo vuoto luminoso rappresenta Sorella Morte, così come cantata da San Francesco. Non è rappresentata come figura oscura o tragica, ma come luce pura: un’apertura verso l’infinito. L’interno della cavità è dipinto di giallo e retroilluminato, così che la morte non venga percepita come fine, ma come trasformazione e passaggio".
Il viaggio di San Francesco
Sopra la navata, lungo la progressione delle arcate, si sviluppa un racconto cronologico della vita spirituale di San Francesco, articolato in tre momenti fondamentali:
1. La Conversione
San Francesco è raffigurato con le braccia aperte verso il cielo, immerso in una luce che lo attraversa. È il momento in cui la grazia divina lo invade e lo separa definitivamente dalla vita mondana.
2. L’Abbraccio al lebbroso
È il cuore umano dell’opera: Francesco abbraccia il lebbroso, simbolo dell’esclusione e della sofferenza. Qui il santo non è solo uomo davanti a Dio, ma uomo davanti all’uomo, e l’amore diventa gesto concreto di salvezza.
3. La Preghiera e l’offerta
Francesco, raccolto e in silenzio, si prepara all’incontro finale con Dio. Accanto a lui compare la croce di San Damiano, richiamo alla sua missione e al sacrificio, mentre l’intero spazio converge verso la luce di Sorella Morte.
Significato complessivo
L’opera non è una semplice decorazione, ma un viaggio spirituale immersivo.
L’architettura diventa narrazione, il cielo dipinto diventa teologia, e lo spettatore, entrando nella chiesa, è chiamato a percorrere lo stesso cammino di San Francesco: dalla luce della chiamata, attraverso la compassione, fino all’abbandono fiducioso alla luce finale".
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