Il conducente si sarebbe fermato per poi fuggire: è stato iscritto sul registro degli indagati. Avrebbe fornito alla polizia stradale versioni discordanti dell'accaduto. Si cerca un'altro auto coinvolta
E' stato iscritto nel registro degli indagati l'autista del furgone che sabato scorso, sull'autostrada A5 Torino-Aosta, avrebbe tamponato la 500X sulla quale viaggiavano una donna e la sua figlioletta di quasi tre mesi. La vettura, dopo il presunto impatto con il furgone, è finita contro le barriere di cemento a centro strada: la piccola è stata sbalzata col seggiolino fuori dall'abitacolo ed è morta investita da una terza auto.
La testimonianza di due automobilisti di passaggio ha permesso alla procura di Ivrea, che indaga per omicidio stradale e omissione di soccorso, di identificare il furgone che avrebbe tamponato la 500X. Il conducente, fin qui, ha negato ogni addebito. Il mezzo è stato sequestrato per ulteriori accertamenti tecnici sulla carrozzeria.
Luomo ha poi reso spontanee dichiarazioni alla polizia stradale, fornendo però fornito due versioni differenti dell'accaduto per giustificare il fatto di non essersi fermato a prestare soccorso dopo lo schianto della Fiat 500X, a bordo della quale viaggiavano la mamma e la figlioletta. Versioni che ora gli agenti, coordinati dalla procura di Ivrea, stanno cercando di verificare. Il furgone, intestato a una ditta della zona, è stato sequestrato: sulla carrozzeria sarebbero rimasti i segni dell'impatto con la 500X, poi sbalzata contro le barriere in cemento dell'autostrada.
I presunti danni, secondo il conducente, sarebbero però stati provocati dall'impatto con un animale. Lui stesso ha poi aggiunto di essersi effettivamente fermato dopo avere "urtato qualcosa di lieve" proprio nella zona dell'incidente di sabato sera e solo successivamente di aver investito un animale. Versioni in parte contrastanti che ora sono al vaglio degli investigatori.
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