Il giornalista, 50 anni, è stato stroncato da un malore improvviso. Il suo ultimo scoop era stato l'intervista a Donald Trump che aveva innescato lo scontro tra il presidente americano e Giorgia Meloni
Daniele Compatangelo, corrispondente da Washington de La7, è morto improvvisamente per un malore. Il giornalista, 50 anni, era salito recentemente alla ribalta delle cronache politiche per la sua intervista telefonica a Donald Trump che aveva scatenato lo scontro tra il presidente americano e la premier Giorgia Meloni.
Una carriera lunga 25 anni
Nato a Savona e cresciuto a Torino, Daniele Compatangelo aveva vissuto a Roma ma da molti anni si era stabilito negli Stati Uniti. Aveva alle spalle 25 anni di carriera in cui aveva collaborato con molte testate compreso Sky Tg24. Aveva inoltre curato uffici stampa di primo piano e seguito ben otto edizioni dei Giochi Olimpici, da Sydney 2000 a Londra 2012. Nel giugno 2011 il suo documentario investigativo The Los Angeles Breakdown aveva ricevuto la Menzione d'Onore al 53° Southern California Journalism Awards di Los Angeles. attualmente presidente della White House Foreign Correspondents' Association (WHFCA), associazione dei corrispondenti che si occupano della politica governativa Usa.
L'intervista a Trump
L'ultimo scoop di Compatangelo era stata l'intervista telefonica al presidente americano Donald Trump. ''Come sta il suo primo ministro? Come sta?'', aveva chiesto Trump al corrispondente, che a sua volta aveva a chiesto al presidente americano un commento sulla conversazione avuta con Giorgia Meloni a margine del vertice di Evian. ''Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle'', aveva aggiunto. Le parole di Trump avevano suscita la replica immediata della presidente del Consiglio. "Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita - aveva commentato Meloni - Mi dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l'Italia non imploriamo mai".