Mazara, scoperto sui fondali il relitto di un aereo scomparso nel 1944
CronacaEra semi coperto dalla sabbia, a 35 metri di profondità e a 3 miglia dalla costa sudoccidentale della Sicilia. Il relitto di un bimotore americano, di cui si erano perse le tracce 82 anni fa, è stato avvistato da alcuni apneisti che stavano preparando la gara per il campionato italiano di pesca subacquea.
Quando si sono immersi, al largo di Mazara del Vallo, all’interno del perimetro del campo di gara, sul fondale sabbioso hanno notato una sagoma che sembrava quella di un aereo. La segnalazione dei sub ha permesso alla Soprintendenza del mare della Regione Sicilia di organizzare una missione ricognitiva per documentare il ritrovamento e avviare le verifiche per identificare il velivolo. Davanti alle telecamere subacquee del documentarista Riccardo Cingillo ecco svelarsi integro, e capovolto, un bimotore di produzione statunitense utilizzato dalla aviazione britannica, affondato per ragioni che sono destinare a rimanere ignote durante la seconda guerra mondiale, nel gennaio del 1944, quando dopo l’ultimo mayday si inabissò con i 4 aviatori a bordo.
"Nuova pagina di storia"
“Grazie alle immagini si apre così una nuova pagina di storia, finora rimasta sommersa e non documentata nelle fonti italiane” ha commentato Cingillo che ha raggiunto il punto indicato dai pescatori d'apnea con un team di operatori del Nucleo subacqueo della Lega Navale di Mazara del Vallo, coordinati dalla Soprintendenza del Mare, a bordo della barca messa a disposizione da Walter Marino.
La scoperta
La scoperta ha fatto scattare le procedure di sicurezza da parte delle autorità marittime, che hanno emanato un’apposita ordinanza di interdizione dell’area, in attesa degli accertamenti e dell’eventuale intervento del nucleo specializzato nelle operazioni di bonifica, che sarà disposto dalla Prefettura di Trapani. Il principale elemento di attenzione riguarda la possibile presenza, ancora a bordo del velivolo o nelle immediate vicinanze, di ordigni bellici inesplosi risalenti al periodo della guerra. L’area resterà interdetta fino al completamento delle verifiche e degli eventuali interventi di messa in sicurezza del relitto, che potrebbe rappresentare una nuova testimonianza archeologica e storica della presenza militare nel Mediterraneo centrale.
L'ordinanza
L’ordinanza istituisce una zona di sicurezza circolare del raggio di un miglio nautico, centrata sulle coordinate Lat. 37° 35.938’N – Long. 012° 33.390’E. All’interno dell’area sono quindi vietati (con esclusione delle unità istituzionali della Guardia Costiera, delle Forze di Polizia e i mezzi militari impegnati nelle attività di controllo e sicurezza):
- la sosta e l’ancoraggio di qualsiasi unità navale;
- ogni attività di pesca, sia professionale che sportiva;
- le immersioni subacquee non autorizzate;
- qualsiasi attività che possa compromettere l’integrità del relitto o creare situazioni di pericolo.
Le violazioni dell’ordinanza comporteranno l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente, comprese quelle stabilite dal Codice della Navigazione.