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Infermiera Piombino, Fausta Bonino condannata all'ergastolo per i morti in corsia

2' di lettura

La donna, accusata di aver ucciso dieci pazienti iniettando loro dosi letali di eparina, è stata ritenuta responsabile di 4 casi e assolta per gli altri 6. È stata giudicata in primo grado con il rito abbreviato a Livorno

L'infermiera Fausta Bonino è stata condannata all'ergastolo in primo grado per quattro delle morti sospette di pazienti in corsia e assolta per gli altri sei casi perché il fatto non sussiste. Assolta anche dall'accusa di abuso di ufficio. La sentenza è arrivata dopo cinque ore di camera di consiglio. La donna è stata giudicata con rito abbreviato dal giudice Marco Sacquegna.

Infermiera piange in aula: “Non ho fatto nulla”

"Non è giusto, non ho fatto nulla". Queste le prime parole, tra le lacrime, pronunciate dall'infermiera Fausta Bonino all'uscita dall'aula del tribunale di Livorno, dopo aver ascoltato la sentenza di condanna all'ergastolo. La donna era accompagnata dal marito e da uno dei due figli.

Condannata all'ergastolo per 4 casi 

L'infermiera 57enne era accusata di omicidio volontario plurimo per le morti sospette di 10 pazienti nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Piombino tra il 2014 e il 2015. La procura aveva chiesto l'ergastolo, mentre la difesa, con la stessa Bonino che aveva da sempre proclamato la sua innocenza, aveva sostenuto l'impossibilità tecnica del coinvolgimento dell'infermiera e chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto per nove dei pazienti deceduti e in un caso perché il fatto non sussiste. "Ci ha sorpreso il frazionamento dei casi - ha commentato l'avvocato difensore Cesarina Barghini - e certamente faremo appello (VIDEO)".

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