Valanga su hotel Rigopiano, gli ospiti erano pronti ad andarsene

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Le persone che soggiornavano nella struttura di Farindola, vicino al Gran Sasso, aspettavano lo spazzaneve per lasciare l'edificio. Il bilancio parla di 4 morti e decine di dispersi 

Continuano le ricerche delle persone rimaste sepolte sotto la slavina che, in seguito al nuovo terremoto che ieri ha colpito il Centro Italia, ha investito l'hotel Rigopiano di Farindola (LE FOTO DEI SOCCORSI). La struttura, nella quale c'erano 22 turisti, fra i quali alcuni bambini e 7 dipendenti, è stata quasi interamente spazzata via. Il bilancio parla di 4 vittime, ma potrebbe essere destinato a crescere.

 

Gli ospiti erano pronti per lasciare l’hotel - Secondo le prime ricostruzioni, gli ospiti dell'albergo ieri a fine mattinata avevano raggiunto la hall, pronti per ripartire non appena fosse arrivato lo spazzaneve, che attendevano per le 15.00, ma l'arrivo è stato posticipato alle 19.00 e a quel punto è piombata la slavina. L'allarme era stato dato subito dopo via Whatsapp da uno dei superstiti: 'albergo sommerso dalla neve'. Per raggiungere il resort a quattro stelle di Farindola, in provincia di Pescara, a quota 1.200 metri, il Soccorso Alpino, il primo ad arrivare alle quattro del mattino, ha dovuto usare gli sci. 

 

 

 

Si temono molte vittime - "Scavare è difficilissimo. Non c'è più niente". Luca Cari, il direttore della comunicazione d'emergenza dei vigili del fuoco, usa frasi secche. "La situazione è drammatica. L'intera struttura e' stata spazzata via, e' rimasto in piedi solo un pezzetto. Ci sono tonnellate di neve, alberi e detriti. I materassi sono stati trascinati a centinaia di metri". 

Le speranze di "trovare persone in vita si riducono di ora in ora. In questo momento mi sento solo di abbracciare i familiari dei dispersi” ha detto il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. "E' uno scenario tragico, c'è una grandissima frana che si è staccata dai 2.400 metri del monte Siella". 

 

 

 

Spazzato dalle neve - L'Hotel Rigopiano è stato completamente sommerso dalla neve e dagli alberi trascinati dalla valanga. La massa di neve e detriti ha investito in pieno la struttura da monte, lasciando scoperta soltanto una piccola parte verso valle, da dove sono entrati i soccorritori. Delle due persone che sono state tratte in salvo, una è in stato di ipotermia, ma non in pericolo di vita. "Sono salvo perché ero andato a prendere una cosa in automobile", ha riferito ai medici Giampaolo Parete, che è riuscito poi a lanciare l'allarme. La moglie e i due figli di Parete sono sotto le macerie dell'albergo. Aperta un'indagine da parte della Procura di Pescara sulla vicenda della valanga. L'ipotesi al vaglio del pm di turno, Andrea Papalia, per il momento è omicidio colposo.

 

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Data ultima modifica 19 gennaio 2017 ore 22:45

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