Trentatré anni di carcere per un crimine mai commesso. È la storia vera di Beniamino Zuncheddu, protagonista di uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani, che rivive in Zustìssia, il film diretto da Francesco Piras, al cinema dal 15 ottobre. Fabrizio Ferracane interpreta il pastore sardo, assolto nel gennaio 2024, mentre Michele Riondino veste i panni dell’avvocato Mauro Trogu, che si è battuto per dimostrarne l’innocenza. Un racconto che intreccia impegno civile, ricerca della verità e sensibilità poetica
E' stato quasi un incontro tra due anime. Poche parole e un silenzio che ha racchiuso tutto. E' così che il regista Francesco Piras descrive il momento in cui l'attore Fabrizio Ferracane ha incontrato Beniamo Zuncheddu, la cui storia incredibilmente vera viene raccontata nel film ZUSTISSIA.
Una vita rubata, negata, annientata, cancellata.
Trentatrè anni di prigione per un innocente. Tre gradi di giudizio e l'ergastolo per un triplice omicidio avvenuto nel 1991 sui monti nel sud della Sardegna.
Omicidio che non aveva commesso lui.
Il più lungo e grave errore giudiziario della storia italiana, fino a quando un avvocato decise di lottare- pro bono- per restituirgli la libertà; intepretato, nel film, da Michele Riondino.
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