A dieci anni da The Neon Demon, Nicolas Winding Refn torna al cinema con Her Private Hell, thriller distopico e visionario presentato fuori concorso al Festival di Cannes. Tra fantascienza, horror, cyberpunk e videoarte, il regista danese costruisce un futuro avvolto da una nebbia tossica e popolato da presenze minacciose. Un’opera segnata anche dall’esperienza personale del cineasta, rimasto clinicamente morto per 25 minuti durante un’operazione al cuore. Le musiche sono firmate da Pino Donaggio
Una nebbia misteriosa avvolge una metropoli futuristica. È l’inizio dell’inferno immaginato da Nicolas Winding Refn in Her Private Hell, il film che segna il suo ritorno al cinema a dieci anni da The Neon Demon.
Presentato fuori concorso al Festival di Cannes, il nuovo lavoro del regista danese mescola fantascienza, horror e suggestioni cyberpunk, spingendo ancora più avanti quell’estetica fatta di neon, corpi, violenza e immagini ipnotiche che ha reso immediatamente riconoscibile il suo cinema.
Her Private Hell nasce anche da un’esperienza drammatica vissuta dallo stesso Refn: durante un’operazione a cuore aperto il cineasta è rimasto clinicamente morto per 25 minuti. Un episodio che, come ha raccontato a Cannes, ha profondamente cambiato il suo rapporto con la vita e con il cinema.
Più che seguire le regole del racconto tradizionale, il film procede per visioni, atmosfere e suggestioni, quasi fosse un’opera sospesa tra un’installazione museale e un grande spettacolo pop. In una città minacciata da una presenza letale e inafferrabile, le vite dei personaggi finiscono per incrociarsi in un viaggio sempre più oscuro e allucinato
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