Al Taormina Film Festival, l'attrice siciliana torna in una piazza legata ai ricordi d’infanzia e racconta un momento di equilibrio personale. L’attrice parla del rapporto con le proprie radici, della crescita interiore dopo i quarant’anni e del significato del premio ricevuto, che lega il suo percorso professionale alla dimensione più intima e familiare
È un’emozione che può sembrare banale, ma non lo è. Mi fa tremare”. Miriam Leone, ai microfoni di Sky Tg24, descrive così il ritorno nella piazza di Taormina dove, da bambina, passava il tempo con i genitori: “Qui correvo, venivo con mia mamma e mio papà. Tornarci oggi, sul tappeto rosso, è speciale”.
Dopo i quarant’anni, una nuova fase
Miriam Leone descrive una fase di maggiore equilibrio personale: “Ho superato i quarant’anni e sono in un momento di grande benessere interiore”.
Un passaggio che interpreta come risultato di un percorso: “L’impeto della giovinezza e molte insicurezze ho cercato di affrontarle nel tempo”. Senza negare le difficoltà: “Questo non significa non avere crisi, ma quando le superi ti senti più forte”.
Per l’attrice, il punto resta quello interiore: “È questo che conta, come stiamo dentro di noi”.
Il significato del premio
Ricevere un riconoscimento in questo contesto assume un valore particolare: “È sempre bello ed emozionante, ma qui ha un significato forte”.
Leone collega il presente ai ricordi d’infanzia: “Proprio su questo corso comprai uno dei miei primi giocattoli. I miei genitori me lo raccontavano sempre”.
Da qui una riflessione sul mestiere: “Quel gioco è diventato il lavoro dell’attore, qualcosa che oggi unisce le persone attraverso l’arte e la cultura”.
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