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10 domande a Simone Ferrari, il direttore artistico di X Factor 2018

TV Show

Barbara Ferrara

Simone Ferrari alla conferenza stampa dei Live di XF12 

La sfida entra nel vivo, in attesa dei Live, al via il 25 ottobre dalle 21.15 tutti i giovedì in diretta e in esclusiva su Sky Uno (canale 108), disponibile anche sul digitale terrestre, al canale 311 o 11, abbiamo intervistato il nuovo direttore artistico, Simone Ferrari. Continua a leggere e scopri cosa ci ha raccontato

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Finalmente ci siamo: gli attesissimi Live vanno in scena stasera, per otto serate, dalle 21.15 tutti i giovedì in diretta e in esclusiva su Sky Uno (canale 108), disponibile anche sul digitale terrestre, al canale 311 o 11. Alessandro Cattelan, i giovani aspiranti talenti, i giudici e tutta la squadra di XF è pronta a partire. Nell'attesa, abbiamo intervistato Simone Ferrari, al suo debutto nelle vesti di nuovo direttore artistico del talent show più amato del piccolo schermo. Leggi l'intervista e scopri cosa ci ha raccontato di questa sua straordinaria avventura.

Chi è il nuovo direttore artistico di XF?
Un ragazzo che fa show e ama il linguaggio internazionale degli show, un ragazzo che vede la televisione come uno dei tanti mezzi a disposizione e spera di far confluire tanti linguaggi insieme con il fine di creare qualcosa di unico. Io ho sempre seguito la musica in maniera quasi ossessiva e sono sempre partito da questa per creare grandi esperimenti visivi: XF mi permette di fare questo.
Come ha reagito alla chiamata?
Mi sono detto: “Ah cavoli, questa non me l’aspettavo”. Non era qualcosa che stavo cercando, non ho mai lavorato in tv. E’ stata una chiamata che mi ha sorpreso molto, al contempo mi sono detto che volevo farlo: XF rappresenta per molti quello che è lo show, con la “S” maiuscola, negli anni si è dimostrata la cosa più convincente, più cool, più sperimentale. Avere a disposizione quel mezzo espressivo per me significa partire subito col botto.
Seguiva X Factor anche come fan?
Sì, ma soprattutto come addetto ai lavori perché è il massimo esempio, nella televisione italiana, di cosa si può fare, diverso rispetto a tutto il panorama televisivo e in cui c’è la volontà di portare nelle case delle persone qualcosa di internazionale.
Dopo undici edizioni firmate da Luca Tommassini, XF12 tocca a lei. 
Il lavoro di Luca Tomassini negli anni è sempre stato egregio. X Factor è lo spettacolo più convincente e più credibile, non ci sono dubbi.
Pronto a partire dunque?
Dopo tutti questi mesi, finalmente ci siamo, il palco mi mancava, non vedo l’ora di iniziare con la prima di otto, inizia la maratona. Sono entusiasta.
Come è stato entrare in una realtà consolidata come quella di XF?
Non è semplice entrare dentro qualcosa di consolidato, ci sono meccanismi rodati che vanno avanti anche per inerzia, io ho tentato di capire da tutte le persone rimaste dalle edizioni passate come poter dialogare al meglio, come continuare proponendo un metodo diverso che spero darà i suoi frutti. Ho trovato voglia di nuovo e di mettersi a disposizione.
Come si trasforma un sogno in realtà?
C’è uno dei miei guru, Dave Zaboski dice che: “Creatività è trasformare un pensiero in una cosa”, trasformare il sogno in realtà è lo stesso identico processo. Come si fa a trasformare qualcosa di astratto come una visione fatta di colori e luci in una in qualcosa di tangibile? Avendo padronanza del mezzo, bisogna essere precisi e tecnici su certe aspetti e soprattutto riuscire a creare una visione che non è più solo personale, ma comune. 
Ci racconta del suo passato da batterista?
Per anni ho fatto il musicista e ho girato il mondo suonando, è stato fondamentale per il professionista che sono adesso. Sai cosa significa salire sul palco, conosci le paure dei ragazzi, sai quando puoi spingere e quando no, sempre nel rispetto delle persone. 
E’ un valore aggiunto il suo.
Sì, se un’artista non è a suo agio sul palco non è credibile e crolla tutto. E’ importante capire la musica, cosa si sta trasmettendo, perché un giudice ha scelto una determinata canzone per un determinato concorrente e su questa lavorare a fondo. E’ un valore che mi porta dietro grazie all’esperienza che ho fatto nel passato.
La qualità che l’ha aiutata di più a raggiungere il successo?
La volontà di confrontarmi sempre con situazioni più difficili, che poi sono quelle che ti fanno crescere. Non si è mai pronti alle nuove sfide, io non sono pronto per XF, ma non sono pronto per la prossima né per quella dopo ancora. Bisogna affrontare quel limite e superarlo, essere molto onesti con il proprio giudizio interno e seguire le sensazioni e le voci interiori sono quelle ti fanno dire migliorare.