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Westworld 2: alla ricerca (e alla scoperta) della Valley Beyond. VIDEO

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Linda Avolio

L’ultimo episodio della seconda stagione di Westworld è andato in onda Sky Atlantic in versione originale sottotitolata lunedì 25 giugno, e andrà in onda in versione doppiata in italiano lunedì 2 luglio, come sempre alle 21.15. Finalmente in The Passenger, questo il titolo del finale della S02, si scopre cos’è la famigerata Oltre Valle, verso cui sono diretti Dolores e gli altri androidi, un luogo virtuale ma reale, un luogo dove finalmente le creature di Ford saranno al sicuro dagli esseri umani: continua a leggere e scopri di più (ovviamente ci sono SPOILER per chi non ha ancora visto l'episodio!)

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Una ”valle al di là”, un posto dove finalmente gli androidi potranno vivere al sicuro dagli esseri umani. Un posto che fa rima con libertà. Stiamo ovviamente parlando della Valley Beyond, l’Oltre Valle, il luogo verso cui sono diretti praticamente quasi tutti i personaggi nell’ultimo episodio della seconda stagione di Westworld, in onda in versione doppiata in italiano lunedì 2 luglio alle 21.15, come sempre su Sky Atlantic.

 

** SPOILER PER CHI NON HA VISTO IL FINALE DI STAGIONE DI WESTWORLD 2 **

 

Ma che cos’è precisamente l’Oltre Valle? Andiamo a scoprirlo in questo video post messa in onda rilasciato da HBO:

Anzitutto l’ambientazione: il luogo in cui si apre il portale che conduce nell’Oltre Valle, il luogo che gli host attraversano per raggiungere il loro futuro, doveva essere un luogo visivamente spettacolare, motivo per cui è stato scelto il Pinnacles National Park in California, un posto che sembra veramente trovarsi alla fine del mondo, un posto dall’atmosfera quasi biblica…un posto che sembra veramente nascondere la porta di ingresso di un’altra dimensione!

Come ben spiegano Lisa Joy e Jonathan Nolan, la seconda stagione mette in scena il tema della scelta, precisamente la libera scelta, che è alla base del libero arbitrio. La Valley Beyond, infatti, è stata creata da Ford proprio per dare un’opzione alle sue creature: restare nel mondo degli esseri umani, oppure entrare a far parte di un altro mondo creato appositamente per loro. Non a caso, la Porta, il portale che conduce nella “valle al di là”, è visibile solo agli androidi.

I toni sono quasi biblici: gli host in marcia guidati da Akecheta ricordano il popolo ebreo in fuga dall’Egitto guidato da Mosé, e il portale conduce a una sorta di Terra Promessa, a un Paradiso.

“Eravamo interessanti a esplorare il concetto di simulazione, il fatto che ci siano diversi gradi di realtà, e volevamo esplorare il fatto che, se si riesce a creare una simulazione che sia praticamente identica alla realtà, che sia indistinguibile, allora a quel punto ha importanza che non si tratti della realtà?”, dice Nolan, che è un po’ la domanda che Angela fa a William nella prima stagione quando lui le chiede se sia o meno un host: se non si riesci a capire la differenza, che importanza ha?

Ma non è tutto. C’è un’altra cosa che interessa Nolan, e si tratta di una questione non da poco: nel momento in cui viene creata una simulazione completamente indistinguibile dalla realtà che continua a esistere nel tempo senza interruzioni e che è encrypted, criptata, allora, di fatto, ci troviamo di fronte a un universo parallelo dove non c’è la possibilità di passare da una parte all’altra.

Dolores, però, non sembra essere d’accordo, quantomeno inizialmente. Infatti vuole distruggere tutto, Oltre Valle compresa, perché per lei quel posto non è che l’ennesima finzione, l’ennesima bugia. Lei vuole ciò che è reale, ciò che è insostituibile: vuole il mondo “là fuori”, il mondo degli esseri umani.

C’è poi tutto il discorso sull’umanità, e sulla (presunta) semplicità degli esseri umani, convinti di essere liberi di scegliere e invece, come ci dice il Sistema, il meglio che possono fare è vivere secondo il loro codice. Il loro cortissimo codice, se messo in confronto con quello degli host.

Westworld prende una posizione molto netta nel finale della seconda stagione: il genere umano crede di poter cambiare, ma si tratta di un’illusione, di una storia rassicurante tramandata di generazione in generazione. L’uomo è, in realtà, una specie refrattaria al cambiamento, addirittura incapace di cambiare. Chi invece è in grado di cambiare, di modificare il proprio codice, dunque di evolvere, sono le creature di Ford, gli androidi.

Ma come mai Dolores ha bisogno di leggere i libri contenuti dentro la Forgia, che altro non sono che i codici di tutti gli ospiti che hanno messo piede nel parco negli ultimi 30 anni? Semplice: se vuoi annientare il tuo nemico, devi conoscere il tuo nemico, cioè devi sapere come pensa il tuo nemico. La conoscenza è un’arma che le servirà, perché, da quanto ci pare di aver capito, il suo obiettivo è prendere possesso del mondo reale, del mondo degli esseri umani, dunque lo scenario possibile è quello di una guerra tra due specie. Forse stiamo correndo troppo, però il personaggio di Evan Rachel Wood ci è sembrato piuttosto agguerrito!

Simon Quarterman parla del sacrificio di Lee: anche lui alla fine ha scelto, e ha scelto di portare a termine il suo percorso di redenzione. Chi invece non ha mai avuto neanche un attimo di dubbio riguardo ciò che stava facendo è Charlotte Hale, vero e proprio villain della stagione. In realtà, però, nel finale si scopre che, da un certo punto in avanti della narrazione, Hale non è più Hale, bensì è “Halores”, cioè Dolores (riportata indietro da Bernard) in una copia sintetica del corpo di Charlotte.

Tessa Thompson, interprete di Hale e di Halores, ha confessato di aver chiesto aiuto a Wood per restituire al meglio certi dettagli, certe sfumature tipiche di Dolores, come il suo modo di muovere gli occhi di lato e il modo di girare la testa, e poi la camminata, effettuata senza far oscillare le braccia. Ora, in effetti, torna tutto!

Wood parla poi della scena in cui Bernard, appena ricreato da Dolores, è seduto nel laboratorio sotterrano come mamma l’ha fatto. L’attrice si è presa una piccola rivincita: Wright, infatti, ha potuto tastare con mano, o meglio, con grande gluteo, quanto sia fredda quella maledetta seggiolina di metallo!

Infine, un’ultima domanda: chi diavolo c’è dentro il corpo sintetico di Hale dopo che Dolores è tornata nel suo corpo originario? Non è Teddy, che è stato spedito nell’Oltre Valle, non è Bernard, che è stato ricreato e rimesso nel corpo di Arnold. Mancano 4 perle all’appello, e potrebbero appartenere praticamente a chiunque. E se, “semplicemente”, si trattasse di una copia della vera Hale, quella che è morta? Non dimentichiamo che Dolores dentro la Forgia ha letto anche il suo codice, dunque potrebbe aver creato una perla con la copia della sua personalità, col suo codice…e quale alleato migliore di uno così in alto come Charlotte nella catena di comando della Delos?

Il video si chiude ovviamente con un accenno alla sequenza post-credit, quella di cui è protagonista l’Uomo in Nero. O meglio, la versione androide dell’Uomo in Nero. Alla fine è successo proprio ciò che William temeva più di ogni altra cosa al mondo. Ma, considerando che siamo in un futuro piuttosto distante, è veramente difficile avanzare delle ipotesi e fare delle previsioni in merito a questa particolare storyline. Anche qui sorge una domanda: per cosa è stato testato finora il personaggio di Ed Harris? E per quale motivo?