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Gomorra 3, trama e recensione dell’episodio 7

Serie TV

Linda Avolio

Comincia la seconda parte delle terza stagione di Gomorra - La serie, e le cose stanno iniziando a mettersi in moto. A dirigere le azioni di Enzo e compagni, azioni che, presumibilmente, porteranno alla scontro con i Confederati, sono Ciro e Genny. In un mondo dove nessuno può veramene fidarsi di nessuno, i personaggi di Salvatore Esposito e Marco D'Amore sono le due facce della stessa medaglia, e (forse) sono ormai al di fuori di questa logica beffarda. Le vere intenzioni di Patrizia ci sono ancora sconosciute, così come quelle di Valerio, che vuole dimostrare a tutti i costi a Sangue Blu di essere un valido alleato, oltre che un amico fidato. Intanto, Don Arenella si accorge che qualcosa non va: la guerra sta per cominciare. Leggi la recensione del settimo episodio di Gomorra 3

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Gomorra 3, episodio 7: la trama

 

Notte fonda. Genny è al porto, sta recuperando un carico in un container. Lo raggiunge Ciro, che è assolutamente soddisfatto: con tutta quella "merce" e col loro prezzo super vantaggioso non c'è storia per nessuno, non c'è proprio concorrenza. Genny, però, non è così ottimista, pensa già alla guerra, che è a tanto così dallo scoppiare. Il discorso si sposta su Sangue Blu. Nonostante le rassicurazioni dell'Immortale, Gennaro, non è per niente sicuro che di Enzo ci si possa fidare completamente. Ciro non vede problemi, sa benissimo quanto il nipote del Santo si fidi di lui, ma allo stesso tempo sa anche che non è uno scemo. In fondo, però, è proprio questo il motivo per cui è stato scelto. La diffidenza di Gennaro, d'altro canto, è comprensibile, specialmente dopo Gegé: "Io non mi fido più di nessuno, Cirù. Però di te sì."

 

Genny e Patrizia sono nella rinnovata azienda di cui lei prenderà le redini. Il personaggio di Cristiana Dell'Anna chiede a quello di Salvatore Esposito come mai abbia deciso di dare nuovamente la sua fiducia a Di Marzio. La risposta di Gennaro è netta: "Solo quando fanno del male al sangue del tuo sangue viene fuori chi sei veramente. Io Ciro Di Marzio l'ho visto. E lui ha visto me. E' sempre stato così, perciò ora lui è come se fosse sangue del mio sangue. E anche tu per proteggere mio padre hai perso il tuo di sangue, no? Pensava di avere al fianco il soldato più abile di sempre: era così. Però oltre a questo, io ho visto anche qualcos'altro..." Genny ha visto cosa è veramente in grado di fare Patrizia, e sa bene che può andare ancora lontano.

 

Il giorno dopo, Enzo, Ciro e gli altri sono in trasferta. Vanno a casa di un cliente di Valerio per concludere un affare. L'acquirente ha intenzione di spendere una bella cifra. Il personaggio di Loris de Luna fa da intermediario, ed è evidente che la cosa gli piace parecchio. Ad affare concluso, bisogna andare a recuperare la roba. Valerio, alla guida della sua auto sportiva, si unisce al gruppo. Ciro è preoccupato che la macchina possa dare troppo nell'occhio e attirare l'attenzione della polizia, ma il ragazzo lo rassicura: se non supera i 300 all'ora, nessun poliziotto si mette neanche in testa di fermare una vettura di lusso come quella. Ciro non si fida di Valerio, e non perde l'occasione di esporre i suoi dubbi a Enzo. Sangue Blu non è d'accordo, ma non vuole mettersi contro il suo mentore, che ormai ricopre un ruolo fondamentale nella sua vita. "Cirù, chi sono io per te?", chiede il personaggio di Arturo Muselli. La risposta di Cirù non tarda ad arrivare: "Tu sei com'ero io 10 anni fa. Avevo fame di farcela, di sfondare, avevo l'ambizione dei vent'anni. Mi sentivo il più forte di tutti. Ma quella era un'altra vita." Enzo non capisce, allora come mai si è unito a loro? Perché l'Immortale non ce la faceva più a stare all'inferno da solo.

 

Durante il recupero della roba c'è un imprevisto. Delle pattuglie si stanno avvicinando al magazzino. Valerio, con fare spavaldo, dice "Ci penso io", sale in macchina, sgomma, e si dà alla fuga, portandosi dietro la polizia, regalando così tempo prezioso a Enzo e agli altri. Alla fine Valerio viene fermato e arrestato, ma il suo sorriso ci fa intendere che questa per lui è solo una piccola scocciatura, nulla di grave.

 

Al covo, Sangue Blu e compagni recuperano la roba nascosta nei lavandini. Ciro ha paura che Valerio possa rivelare tutto alla polizia, ma Enzo lo rassicura di nuovo. Poi il nipote del Santo decide che è arrivato il momento di spostare il "laboratorio" in un posto più comodo, precisamente un appartamento vicino a casa sua. Bastano delle mazzette belle gonfie per convincere l'attuale inquilino a spostarsi da un'altra parte, e poi si passa alla "ristrutturazione": le finestre sono oscurate, vengono installate delle telecamere di sorveglianza, viene appesa una cartina di Napoli su cui vengono piazzate delle puntine e dei fogli, e le stanze vengono preparate per la lavorazione della roba. Dal balcone di casa, Cosimo osserva. Carmela lo sorveglia, e nota le finestre oscurate. E' chiaramente preoccupata.

 

Arriva Valerio, che è stato rilasciato e si è beccato solo una semplice lavata di capo dal commissario. "Hai visto che significa nascere a Posillipo? Se eri uno di noi stavi già a Poggioreale!" gli dice Enzo, scherzando ma non troppo. Ma è il momento di mettersi in azione: dopo aver tagliato e confezionato la cocaina, bisogna consegnarla alle persone che figurano nell'elenco preparato da Valerio. Si tratta di clienti di un certo livello, medici, avvocati e affini, e il metodo di consegna è molto semplice: dopo aver rubato dei motorini di piccola cilindrata, i ragazzi di Forcella si trasformano in zelanti pony express e consegnano i loro "stupefacenti" pacchi alla gente ricca della città.

 

Per Carmela, un'altra dura serata di lavoro è giunta al termine. Quando arriva Enzo, senza troppi giri di parole gli dice che ha capito tutto, che sa tutto. E che è uno stupido, perché si sta mettendo contro della gente che quelle cose le fa da cinquant'anni. Lui la rassicura, le dice che loro, i Confederati, sanno benissimo che lei non c'entra niente con tutto quello, e che lei la parola l'ha mantenuta, dunque non ha nulla da temere. Lei, però, la vede diversamente. Enzo però non le crede fino in fondo: "Dimmi la verità, in tutto questo tempo non hai pensato di fargliela pagare a quelle merd*e?" Ogni notte. Carmela l'ha sognato ogni notte, e ora forse, si passerà dai sogni alla realtà.

 

Gli affari di Enzo e compagni vanno alla grande, ma le telecamere di sicurezza colgono qualcosa di sospetto. Una macchina passa un po' troppe volte davanti al loro nuovo covo... Sangue Blu e gli altri si incontrano con Valerio in una piazza, ed ecco di nuovo passare la stessa auto. E' chiaro, qualcuno li sta tenendo d'occhio, bisogna stare attenti. Scopriamo presto chi è questo qualcuno: si tratta di O' Sciarmante, Don Eduardo Arenella,uno dei Confederati. E non è per niente contento di quello che sta succedendo. Il boss dà al suo uomo l'ordine di portargli Sangue Blu per poterlo guardare negli occhi quando darà l'ordine di ucciderlo.

 

Ad ogni modo, O' Sciarmante si incontra con gli altri Confederati per decidere come procedere. O' Crezi, impulsivo come sempre, è per ucciderlo senza pensarci troppo, e suo fratello O' Diplomato è d'accordo. O' Stregone, però, li ferma dicendogli che lo faranno solo se non ci sarà più nient'altro da fare. Amico del Santo, lo Stregone vuole infatti provare a fare in modo che Enzo torni nei ranghi. E comunque il punto è un altro: come mai il ragazzo, che fino a ieri non si era mai ribellato, ora ha deciso di alzare improvvisamente la testa? E' evidente che a guidarlo c'è qualcuno, un pesce grosso, e bisogna capire di chi si tratta. O' Sciarmante dovrà dunque parlare con Sangue Blu per carpire informazioni preziose. D'altronde si tratta della sua zona, no? Don Eduardo va dunque a parlare con Carmela per ribadire il concetto: Enzo deve stare sotto di loro. Inoltre c'è una buona proposta per loro, se obbediranno. Carmela ovviamente non gli crede, non si fida, e glielo dice, ma lui le risponde che il passato è passato, e che bisogna guardare al futuro. "E' il passato che ti insegna a vivere. Questo me lo disse una volta mio padre", sussurra lei, ma è lui ad avere l'ultima parola: deve ringraziare che si sia presentato lui per parlarle, perché gli altri sarebbero passati direttamente all'azione.

 

Genny è a Roma, sta comprando un biglietto per il cinema. Ovviamente si tratta una copertura, si trova lì per incontrare in segreto Azzurra. Il loro incontro, clandestino, in un bagno, è pieno di emozione. I due si abbracciano, si baciano, non vorrebbero mai lasciarsi andare. Lui le dice di stare tranquilla, che si sta rialzando, le dice di pensare solo a Pietro, perché lui è la cosa più importante. Il momento viene interrotto dalla madre di Azzurra, che arriva a controllare che sia tutto a posto.

 

Dopo aver fatto l'amore, Enzo e Maria fumano una sigaretta e bevono una birra, come se fossero veramente due ragazzi qualunque. "Enzù, ti ricordi di tuo padre?" chiede lei, e lui le dice che non ricorda quasi nulla, giusto qualcosa qua e là, perché suo padre "è morto a 35 anni, e se ne è fatti 20 di carcere. Più dentro che fuori". Maria gli dice che, secondo sua sorella, se suo padre fosse vivo si siederebbe al tavolo con gli altri e accetterebbe quello che stanno offrendo a lui adesso, ma lei non ci crede. Cosa pensa invece Enzù? Che è arrivato il momento di parlare con Don Arenella...

 

E infatti Enzo va a parlare con O' Sciarmante. L'incontro è di notte, in una cava. Don Arenella è già lì con i suoi uomini, mentre Sangue Blu arriva con i suoi compagni. La tensione si taglia col coltello. "Lo Stregone era come un fratello per tuo nonno, per questo mi ha chiesto di parlarti e di non ucciderti adesso, e che comunque adesso non è il momento. Ricordatelo", dice con arroganza Don Arenella. Enzo, però, non è da meno: "Quando verrà il momento, vediamo chi rimane in piedi." A quel punto il boss gli offre una zona tutta sua, e si tratta di qualcosa di grande , qualcosa che suo padre non ha mai avuto. Una zona del centro dove girano i soldi veri. In cambio, Sangue Blu dovrà comprare la roba da loro. Peccato che lui abbia già il suo canale per rifornirsi, e non abbia nessuna intenzione di tagliare i ponti. Sicuramente non ha intenzione di dirgli chi è che lo sta guidando. Nessun accordo dunque, e a quel punto Arenella passa alle minacce. "Hai i passi contati, stai attento", dice il boss, ma Sangue Blu non si lascia impressionare, e ribatte: "Li abbiamo tutti contati, Don Eduardo."

 

Il giorno dopo, Enzo va a trovare Ciro. "Non sei più solo all'inferno, ho preso un biglietto anch'io", dice Sangue Blu all'Immortale, chiarendo che ha appena detto un secco no ai Confederati e alla loro offerta. "Non mi faccio illusioni, lo so che ognuno pensa ai ca**i propri, ma certe volte l'interesse per le persone è più forte di quello per le cose", continua a Enzo, ma Di Marzio è scettico, non ha mai visto accadere una cosa del genere. Neanche Sangue Blu l'ha mai vista...fino a quel momento. Perché lui ha detto no al regalo che finalmente gli stava per essere consegnato in cambio della testa del suo mentore. Ciro sorride beffardo, poi si incontra a Scampia con Genny per informarlo delle ultime novità. "La guerra sta cominciando. Enzo è pronto. Tra noi e loro ha scelto noi." "Ha scelto te, per questo sei così contento", ribatte Gennaro, e prosegue: "Non ho mai odiato nessuno come ho odiato te, ma finalmente siamo sulla stessa barca. E non voglio rimanere da solo."

 

 

Gomorra 3, episodio 7: la recensione

 

Siamo ormai nella seconda metà della terza stagione, e pian piano le cose stanno iniziando a mettersi in moto. Grandi registi di questa guerra che verrà sono Genny e Ciro. Vediamo in questo settimo episodio quanto il personaggio di Salvatore Esposito sia legato a quello di Marco D’Amore: Gennaro si fida di Enzo solo perché è l’amico a garantire per il ragazzo, ma il vero motivo per cui c’è una diffidenza di fondo non è tanto l’effettiva affidabilità di Sangue Blu e compagni, ma la gelosia di Genny nei confronti del nuovo arrivato. Il giovane boss Savastano dice chiaramente all’Immortale di non volerlo perdere, perché lui non è solo l’unica cosa che gli sia rimasta, ma è anche l’unica costante della sua vita, l'unico punto fisso.

 

Allo stesso modo, anche Ciro non sa se fidarsi completamente di Valerio nonostante Enzo garantisca per lui, ma anche qui è chiaro che non si tratta solo di fiducia: anche l’Immortale, che si è accorto del crescente legame di amicizia tra i personaggi di Arturo Muselli e Loris de Luna, teme infatti che il suo protetto possa metterlo da parte da un momento all’altro. Certo, qui si tratta in realtà di semplice calcoli strategici, Ciro non è legato affettivamente a Enzo, nonostante si riveda in lui. Sangue Blu e i suoi sono un Cavallo di Troia per la guerra contro i Confederati, tutto qua. Eppure, quando Enzo si presenta nella sua stanza d’albergo dopo aver rifiutato la proposta di Don Arenella, sul volto dell’Immortale un po’ di soddisfazione la si legge: forse è vero che, almeno ogni tanto, le persone sono più importanti delle cose, anche nel mondo di Gomorra.

 

La fiducia e il tradimento sono due tematiche costanti in Gomorra – La serie. In questo episodio Azzurra e Gennaro si incontrano in segreto nel bagno di un grande cinema di Roma. Da quello che ci viene mostrato sembrerebbe evidente che i due sono innamorati come non mai e che lei è fedele al marito, ma stiamo pur sempre parlando della figlia di Avitabile: e se Azzurra stesse facendo il doppio gioco? Improbabile, ma non impossibile. Un altro personaggio difficile da decifrare è quello di Patrizia: non avrebbe motivo per tradire Gennaro, ma, anche in questo caso, il doppio gioco potrebbe essere dietro l’angolo, nonostante sia chiaro quanto il personaggio di Salvatore Esposito abbia stima e rispetto per quello di Cristiana Dell’Anna. Uno di cui invece Gennaro può fidarsi a occhi chiusi, più che altro perché l’ha già tradito, è Ciro. Paradossalmente l’Immortale è veramente l’unica persona sulla faccia della terra di cui il giovane boss può fidarsi ciecamente.

 

Torna in questo episodio Valerio, che ci tiene tantissimo a farsi accettare da Enzo e dagli altri ragazzi, al punto da farsi inseguire dalla polizia per distrarre l’attenzione delle Forze dell’Ordine. Il personaggio di Loris de Luna sa benissimo cosa significhi essere nato dalla parte “giusta” di Napoli, ma la sua non è solo noia, non è solo desiderio di sentire l’adrenalina pompargli nelle vene e nelle arterie: vuole accettazione, vuole rispetto, vuole stima, e vuole amicizia. Vuole sentirsi parte di qualcosa.

 

Rivediamo anche i Confederati. A occupare la scena è O’ Sciarmante, Don EdUardo Arenella. L’uomo a cui la madre di Enzo e Carmela chiese la grazia. L’uomo che potrebbe rappresentare un grande problema per Sangue Blu nonostante O’ Stregone, amico di vecchia data del Santo, per adesso abbia dato ordine di non uccidere il ragazzo, più che altro perché bisogna scoprire chi c’è dietro di lui, chi sta guidando le sue azioni…