È morto a 75 anni Richard Lloyd, chitarrista e cofondatore dei Television. La famiglia ha confermato la scomparsa dell’artista, avvenuta il 7 novembre nella casa di Chattanooga, in Tennessee, per un tumore delle vie biliari. Con Tom Verlaine ha creato gli intrecci di chitarra di Marquee Moon, l’album del 1977 che trasformò il punk newyorkese in un laboratorio per il rock futuro. Dagli esordi al CBGB alla carriera solista e alle collaborazioni con Matthew Sweet, il ritratto di un protagonista della musica americana
Richard Lloyd è morto a 75 anni. Il chitarrista e cofondatore dei Television, tra i protagonisti del rock newyorkese degli anni Settanta, è scomparso sabato 7 novembre nella sua abitazione di Chattanooga, in Tennessee. La famiglia ha comunicato la notizia a Rolling Stone: accanto a lui c’erano la moglie Sheila e il cane Willie Mays.
La causa della morte è stata un colangiocarcinoma, un tumore delle vie biliari diagnosticato nel marzo 2026. Per aiutarlo ad affrontare le cure e le spese legate alla malattia era stata avviata una raccolta fondi su GoFundMe.
Con Tom Verlaine, Lloyd aveva costruito un modo di far parlare due chitarre che avrebbe lasciato un segno profondo. In Marquee Moon, il loro album d’esordio, il rock della New York degli anni Settanta trovò una forma nervosa, luminosa, capace di allungare una canzone fino a trasformarla in un territorio da esplorare.
Richard Lloyd e i Television nella New York del CBGB
Nato a Pittsburgh il 25 ottobre 1951, Lloyd legò la propria storia musicale a New York. Nel 1973 entrò nell’avventura dei Television insieme al cantante e chitarrista Tom Verlaine, al bassista Richard Hell e al batterista Billy Ficca. Il gruppo cominciò a esibirsi nel 1974 e trovò nel CBGB uno dei luoghi decisivi della propria crescita.
Il locale del Bowery stava diventando il punto d’incontro di una scena destinata a cambiare la musica americana. Su quel palco sarebbero passati Ramones, Patti Smith, Blondie e Talking Heads: artisti diversi, accomunati dalla libertà di inventarsi un suono e un’identità. I Television portarono in quel fermento una sensibilità tutta loro, fatta di tensione, precisione e aperture strumentali. L’urgenza del momento diventava, nelle loro mani, una ricerca sulle possibilità della canzone rock.
Marquee Moon, l’album che cambiò il linguaggio delle chitarre
Quando Marquee Moon arrivò nel 1977, al basso c’era Fred Smith, subentrato a Richard Hell. Il disco fissò l’identità dei Television in un equilibrio ancora oggi riconoscibile: le chitarre di Lloyd e Verlaine seguivano percorsi distinti, si richiamavano, creavano attriti e improvvise aperture. La sezione ritmica teneva insieme quella geometria inquieta.
Brani come See No Evil, Venus e Friction mostravano quanto spazio potesse esserci dentro una formazione essenziale. Nella lunga traccia che dava il titolo all’album, il dialogo fra i due chitarristi diventava il centro stesso del racconto. Ogni frase preparava un’altra svolta, ogni ritorno del tema sembrava aver attraversato qualcosa.
È qui che si comprende il ruolo di Lloyd: la sua presenza era parte della struttura, della tensione e del carattere di quelle canzoni. Marquee Moon sarebbe diventato un riferimento per generazioni di musicisti, dal post-punk al rock alternativo. Fra gli artisti che hanno raccolto l’influenza dei Television figurano R.E.M., Sonic Youth e Johnny Marr: percorsi diversi che aiutano a misurare la portata di quell’intuizione.
Da Adventure alla reunion dei Television
La prima stagione del gruppo fu breve. Nel 1978 uscì Adventure e, nello stesso anno, i Television si sciolsero. Due album furono sufficienti a consegnare alla band un posto centrale nella storia del rock newyorkese, mentre il valore della sua esperienza continuava a crescere fra ascoltatori e musicisti.
All’inizio degli anni Novanta i Television tornarono insieme, pubblicando nel 1992 il terzo album in studio, intitolato semplicemente Television. Lloyd rimase nella formazione fino al 2007, proseguendo poi il proprio percorso autonomo. Verlaine è morto nel gennaio 2023: con la scomparsa di Lloyd si chiude anche la vicenda umana di una delle coppie di chitarristi più originali di quella stagione.
La carriera solista e le chitarre per Matthew Sweet
Dopo il primo scioglimento dei Television, Lloyd aveva esordito da solista con Alchemy, pubblicato nel 1979. La sua attività attraversò anche anni difficili, segnati dalla dipendenza dalle droghe, prima di riprendere con Field of Fire nel 1985 e con il disco dal vivo Real Time nel 1987.
Un capitolo importante fu il lavoro con Matthew Sweet. La chitarra di Lloyd compare in Girlfriend del 1991 e nei successivi Altered Beast e 100% Fun. In quelle canzoni la sua inventiva trovava un altro paesaggio: melodie immediate, impeto elettrico e una scrittura pop dentro cui inserire scarti e accensioni personali. Collaborò inoltre con John Doe e Stephan Eicher, mantenendo una voce riconoscibile anche fuori dai propri dischi.
Il memoir Everything Is Combustible e l’eredità di Lloyd
La discografia successiva comprende lavori come The Radiant Monkey, The Jamie Neverts Story, omaggio a Jimi Hendrix e all’amico Velvert Turner, e The Countdown, uscito nel 2018. Alla musica Lloyd aveva affiancato il racconto della propria vita: nel 2017 pubblicò Everything Is Combustible: Television, CBGB’s and Five Decades of Rock and Roll, seguito da altre edizioni nel 2018.
Il libro ripercorreva incontri, eccessi, cadute e ripartenze, restituendo dall’interno gli anni in cui una manciata di locali newyorkesi aveva aperto possibilità nuove. A raccontare il suo posto in quella storia restano soprattutto i dischi. Basta tornare a Marquee Moon e ascoltare come le due chitarre si cercano: il tempo è passato, quella conversazione continua.