JüLS presenta il singolo Viaggi Sbagliati: il video Playground Version

Musica

La canzone parla di tutti quei bambini che, diventando adulti, continuano inconsapevolmente ad aspettare qualcuno. IL VIDEO È INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA

Sono cresciuta tra ricerca sonora, scrittura e produzione musicale e ho costruito il mio linguaggio intrecciando suono e sentimento. Laureata in ingegneria del suono, ho scelto di utilizzare la produzione non come semplice accompagnamento, ma come parte integrante della narrazione, trasformando ogni brano in uno spazio in cui melodia, manipolazione del suono ed emotività convivono. La mia musica nasce dall'esigenza di dare voce a ciò che spesso rimane nascosto: paure, fragilità e contraddizioni diventano materia sonora, in un percorso artistico che cerca di trasformare la vulnerabilità in un punto di incontro.

Con Viaggi Sbagliati, apro il primo capitolo di un percorso discografico che prenderà forma in un EP dedicato all'infanzia, alla crescita e alla ricostruzione della propria identità. È il primo tassello di un puzzle autobiografico che attraversa l'assenza della figura paterna sul piano affettivo, il senso di solitudine e quel lungo cammino che conduce alla riscoperta di essere, nonostante tutto, degni di amore. Racconta la storia di una bambina che cresce senza la certezza di essere amata. Mentre il padre vola lontano per lavoro, lei resta sveglia ad affrontare il buio e l'ansia, imparando troppo presto a convivere con il silenzio e con la paura di chiedere attenzioni. L'assenza affettiva non viene descritta come un evento, ma come una presenza invisibile che modifica il modo di guardare il mondo e di costruire le relazioni.

Viaggi Sbagliati parla di tutti quei bambini che, diventando adulti, continuano inconsapevolmente ad aspettare qualcuno. La versione originale nasce in una dimensione elettronica e drum & bass, dove il ritmo sostiene la tensione emotiva del racconto e ne amplifica l'inquietudine. Da questa identità sonora prende vita la Playground Version, una rilettura che conserva l'elettronica ma la declina in una forma più essenziale e intima. Attraverso un arrangiamento minimale, costruito attorno a un arpeggio del MicroFreak e privo di batteria, il brano rallenta il proprio respiro, lasciando che il silenzio diventi parte integrante della narrazione e facendo sì che ogni parola acquisti un peso diverso.

Più che sostituire l'originale, questa rilettura ne amplia il significato, suggerendo anche una possibile evoluzione del brano nella sua dimensione live. Ambientata in un parco giochi, la Playground Version trasforma uno spazio normalmente associato alla spensieratezza in un luogo di memoria e confronto con l'infanzia. Il parco diventa così il simbolo delle prime ferite emotive, ma anche dello spazio in cui è possibile tornare per guardarle con occhi nuovi. Il contrasto tra l'immaginario del gioco e il contenuto del brano restituisce il cuore del progetto: il tentativo di riconnettersi con quella bambina che continua a vivere nell'adulto, cercando ancora presenza, ascolto e amore.

Questo progetto non avrebbe preso la stessa forma senza le persone che lo hanno attraversato insieme a me. Grazie a Delicottero e Pietro Fichtner, che hanno trasformato questa idea in suono, sostenendomi anche nelle scelte più istintive e apparentemente folli. Grazie a La Blet, compagna di ogni mio viaggio fin dalla nascita del progetto, per aver dato ancora una volta una forma visiva autentica a ciò che immaginavo. Grazie ad Arneaux, che con il suo sguardo ha saputo cogliere la fragilità di questa versione. Grazie a Diletta Pecchia che continua a leggere la mia visione con una naturalezza rara, traducendola ogni volta attraverso lo styling. Un ultimo ringraziamento a Collettivo Asterisco, Vanni e Florania, che con le loro creazioni hanno contribuito a costruire l'immaginario visivo della Playground Version.

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