La canzone si configura come una dichiarazione di intenti e una profonda riflessione sul concetto di controllo
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
Mi chiamo Anastasia Anniemore24 e vi presento la mia complessa e ambiziosa opera ideativa e produttiva intitolata 30 brani per 30 voci. Si tratta di un mosaico artistico interamente in lingua italiana concepito come un vero e proprio universo sonoro condiviso. Il progetto vuole fondere generi musicali eterogenei che spaziano dal pop classico all'elettronica, fino ad abbracciare le sfumature più rarefatte del dream pop e del synth pop, con l'obiettivo di affidare ogni singolo brano inedito a un interprete differente in grado di valorizzarne l'identità.
All'interno di questo vasto catalogo, il brano “Strega” occupa un posto di rilievo per la sua capacità di far dialogare la tradizione melodica del pop italiano con una produzione fortemente contemporanea, sensuale e cinematografica. Per dare corpo a questa traccia, ho scelto di farla interpretare a Flow, un'artista siciliana dotata di una vocalità morbida, decisa e magnetica. La sua presenza e la sua aura ancestrale risultano determinanti nel rendere visibile e tangibile l'energia intrinseca del brano, proiettandola sia nella dimensione puramente uditiva sia in quella visiva.
L'arrangiamento musicale di Strega si sviluppa attorno a un gioco di contrasti controllati, dove un tappeto elettronico moderno e avvolgente incontra linee melodiche calde e un ritmo cadenzato, quasi ipnotico. Su questa trama sonora, la voce di Flow sperimenta diverse dinamiche espressive, muovendosi con naturalezza tra sussurri estremamente intimi e improvvise aperture vocali d'impatto.
Il testo scava in un tema a me profondamente caro: la destrutturazione e la reinterpretazione del potere femminile. Lungi dal rifarsi a un classico archetipo fiabesco o lineare, la figura della strega viene qui eletta a simbolo di un'energia intuitiva, lunare e spesso soggetta a fraintendimenti. Diventa l'incarnazione del mistero, della vulnerabilità e di una radicata forza interiore che rifiuta le categorizzazioni sociali, trovando il proprio culmine programmatico nel verso finale: “Strega! E questo tutto spiega!”.
Per il videoclip del brano ho scelto di abbandonare i canoni tradizionali del video musicale a favore di un linguaggio tipico del cinema d'autore, strutturando l'opera come un cortometraggio psicologico dalle venature thriller. La narrazione visiva, priva di uno svolgimento esplicito, punta a generare una suspense costante ed è ambientata in una casa vuota e avvolta nella penombra, dove i movimenti lenti della macchina da presa registrano piccoli rumori ed evocano una misteriosa presenza maschile che resta costantemente fuori campo. L'ingresso della musica modifica la percezione stessa dei luoghi: Flow attraversa lo spazio come un'entità immateriale e magnetica, guidando lo spettatore in un limbo in cui realtà e proiezione mentale si sovrappongono. Quando la traccia si interrompe bruscamente, la casa ritorna al suo stato di immobile indifferenza, lasciando un finale volutamente aperto e ambiguo.
Strega si configura come una dichiarazione di intenti e una profonda riflessione sul concetto di controllo. In un contesto storico dominato dall'iper-razionalizzazione e dalla delega tecnologica alle macchine, decido di rivendicare con forza la centralità dell'intuizione e dell'imperfezione dello sguardo umano. La combinazione tra la scrittura autoriale e la vocalità autentica di Flow risponde precisamente a questa urgenza: preservare un nucleo di mistero insondabile attraverso l'espressione artistica.