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Garibaldi, tra domande e risposte esistenziali...Non Mi Va: il video

Musica

Un testo ironicamente filosofico che evidenzia argomenti complessi, semplificati dall’uso di immagini allegoriche che lasciano spazio a differenti interpretazioni.
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA

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“Garibaldi” è un progetto, frutto del mio percorso intrapreso come cantautore, proprio dopo aver scritto il brano omonimo. Nasce dallo spirito di osservazione e dalle domande che ci si pone sulla vita e le risposte che mi sono dato, sono nel

testo della canzone. Si potrebbe dire che la nascita stessa di questa canzone coincida con la risposta personale trovata in seguito alla sua ricerca. Tutto parte dal titolo. Garibaldi evoca unione, fratellanza. È un simbolo, al di là dei possibili risvolti di natura politica che qui sono accantonati in favore dell’uomo, espressione di una vicinanza emotiva ed empatica al contempo.
 

I testi sono ironicamente filosofici e mettono in rilievo argomenti complessi, semplificati dall’uso di immagini allegoriche che lasciano spazio a differenti interpretazioni. Musicalmente l’intero progetto è preludio di un disco variegato che mescola musica folk, balcanica ed elettronica, ritmi sfrenati e musiche introspettive con gli arrangiamenti curati dal maestro Umberto Iervolino. Il mio percorso artistico come Garibaldi, infatti, è iniziato da un folk dialettale virando e modellandosi in seguito attraverso musica pop elettronica.

Il singolo “Non Mi Va” nasce proprio dallo spirito osservatore di Garibaldi. L’attenzione è la chiave di accesso per tutte le trasformazioni, questa in particolare. Protagonista non è l’autore stesso ma un soggetto che non si rispecchia più nella società in cui sta vivendo, divenuta distopica e logorante, caratterizzata dall’assenza di meritocrazia e valori, dove si tende a vivere come automi con un percorso prestabilito da dettami

preconfezionati, convinzioni, strutture mentali simili a gabbie. "Strada che non lascia impronte, segue il destino, non lo supera mai" si legge nel testo e, infatti, il protagonista cerca una sua strada, abbandonando la propria zona di confort, uscendo dagli schemi e andando alla ricerca di un luogo dove ognuno può ancora ambire ad una vita piena e vera. A muoverlo è un misto di consapevolezza e speranza, cercando di raggiungere quel mondo dove tutto è possibile e assume un senso l’arte del vivere.
 

Questo viaggio, ancor prima dell’esteriorità, si compie nell’introspezione, rivolgendosi al cambiamento delle proprie strutture di pensiero. Il protagonista del brano non cede mai al lamento, la sua ricerca è sempre protesa al solo obiettivo della crescita

personale. Nel suo viaggio spesso riaffiorano paure, insicurezze legate a retaggi del suo vecchio stile di vita. Sente delle voci che lo richiamano come le sirene di Ulisse.

Il videoclip, diretto da NAM3FILM e ideato sempre da me, rappresenta una sorta di flash back in cui il protagonista fugge dal mondo che conosce e che ormai sente non

appartenergli più e inizia la sua trasformazione. Visivamente il suo volto inizia a mutare aspetto, in uno spazio temporale che alterna momenti di passato

(appartenenza), momenti di presente (emancipazione) e momenti di futuro (coscienza). L’arrivo al castello simbolicamente rappresenta il punto di partenza e rinascita di una mente finalmente libera di raggiungere quel mondo, prima solo immaginato, che lentamente prende forma.