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Dalilah, una vita sempre di corsa verso il Temporale

Musica

Fabrizio Basso

Credit Marta Baffi

A pochi mesi di distanza dal singolo Teorie di Seneca, l'artista sarda protagonista a X Factor nel 2016 torna con un brano dal sapore un po’ retrò, un viaggio dalle atmosfere anni '80 che accompagna l’ascoltatore nel suo universo

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Nata ad Arzachena ma con la testa tra le nuvole da sempre, Dalilah riesce in ogni sua canzone a costruire un mondo interiore ed esteriore. Il singolo Temporale nasce in estate, di getto ed è figlio di un suo momento di grande disordine, dalla testa alla stanza, dai rapporti personali al lavoro. In una parola in lei regnava l'insofferenza. Aveva bisogno di leggerezza e dunque si è fermata un attimo: analizzandosi ha iniziato a ridere dei suoi medesimi comportamenti. Da lì è nato questo brano autobiografico, in cui si racconta con molta sincerità e un pizzico di ironia.

Perché hai scelto Temporale come biglietto da visita per il 2022?
Credo che parli davvero di me, è scritta in un modo che mi rappresenta. Nasce in Sardegna ad agosto. Non c’era il temporale ma è nata in un giorno di maestrale, vento che regola la vita dell'Isola. Ero un temporale di emozioni in quel periodo: volevo suonare ma non riuscivo ed ero frustrata da tutto quello che mi accadeva intorno. La ho registrata col telefono e sono uscite queste frasi che poi ho ordinato. Quando si è materializzata è stata una liberazione.
Il brano ti ha aiutato a trovare una nuova serenità?
E' uno sfogo. Di solito seguo il flusso di coscienza senza una idea di partenza. Avevo bisogno di ironizzare su di me. Ma alla fine nel mio caso c’è anche amore.
Come va con le sigarette?
Vorrei smettere. Ma nei periodi di stress aumenta il consumo.
La tua stanza è ordinata o disordinata in base all’andamento della tua vita? Come è cambiata rispetto a quella vuota di Povera Illusa?
Tendo a essere apparentemente ordinata. Nel mio lato dell’armadio e nei cassetti però c’è disordine. Sembro pacata e semplice al primo sgurado ma poi non lo sono, soffro l’insonnia e il cervello non si ferma mai.
Nella vita davvero sei sempre in ritardo?
Non sempre ma a volte mi vengono in mente risposte sempre dopo. Il verso che citi è riferito a quello ma ci sto lavorando, anche a costo di rischiare di dire la cosa sbagliata.
Cosa significa per te la parola leggerezza?
E’ quello che cerco da una vita, è la serenità. A volte non riesco a essere leggera. Mia madre me lo dice da quando ero piccola, dall’adolescenza avevo paranoie sulla vita che la preoccupavano. Cerco sempre risposte ma so che arriveranno col tempo.
Che ricordi hai di X Factor?
E’ stato molto importante, da lì ho tolto parecchi schemi mentali. Ero timidissima, mai avevo cantato davanti a qualcuno. Due amici mi hanno sentito cantare e io mai lo avevo fatto fuori dalla cameretta. A X Factor è stata la mia prima esibizione.
Ti sei piaciuta?
Pensa che mai la ho rivista perché è stata troppo importante per la mia timidezza e la mia insicurezza: avevo fatto qualcosa di grande. Arisa si è rivista in me e mi disse che Mogol una volta le disse che poteva farcela: quella frase mi ha segnata e cambiata. Serviva qualcuno che mi dicesse credici. Subito dopo sono partita per l’Australia in cerca di emozione forti.
X Factor è stato nel 2016, il primo singolo è del 2020: in mezzo cosa c’è?
L'Australia e poi da sola in Indonesia e Thainlandia con annesse disavventure che mi hanno fatto crescere. Quindi tre anni in Accademia a Milano, la considero formazione: sono entrata lì sapendo di voler fare la cantautrice. La mia prima chitarra la comprai a Sidney ed è ancora lì, ospite di un amico.
Hai imparato a chiederti scusa? A essere indulgente verso te stessa? Ti ami un po’ di meno o un po’ di più?
Mi amo un po’ di più e so chiedermi scusa e anche chiedere scusa. Prima devi perdonarti per potere perdonare.
Ascoltando i tre singoli la sensazione è di una persona che rincorre sempre qualcosa o qualcuno.
Può essere, sono sempre alla ricerca di miglioramenti. La vita è fatta per migliorarsi, io non voglio morire quadrata, voglio smussare gli angoli. Anche le persone che ho incontrato mi hanno insegnato tante cose. Con Povera Illusa ho chiuso davvero una relazione e le sue cattive abitudini.
Sei passata a stare sveglia fino alle 4 fino alle 6: quando dormi?
Mai, ho gravi problemi di insonnia. Ma ci ho fatto l’abitudine. A volte scrivo, altre guardo film o leggo, mi alzo come fosse mattina. Convivo con me stessa.
Sei sempre seguace delle Teorie di Seneca o hai cambiato filosofo?
Amo l’arte. Quel titolo è legato al modo di fare di una persona che ho accantonato.
Che accadrà nelle prossime settimane?
Ho altri quattro singoli pronti e anche altri da terminare e registrare. Voglio pubblicarli a breve. Vorrei tanto fare i live ma non so se sarà possibile, mi manca il contatto con la gente!