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The ReLoud, un viaggio ipnotico To The Other Side

Musica

Fabrizio Basso

A distanza di quache mese dall'uscita del loro primo lavoro ufficiale, Alex Tripi Nello Greco pubblicano un ep di due tracce, scritte e registrate in collaborazione con Saturnino, che continuano il percorso dell'album. L'INTERVISTA

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Prendete un mappamondo, fatelo girare e non aspettate che si fermi per vedere dove il dito si è accasato, date un'altra spinta e continuate a girare, attraversate paralleli e meridiani, fermatevi solo davanti ai confini naturali, chiudete gli occhi e volate. Questa sensazione di infinito la assorbite ascoltando To The Other Side dei The ReLoud, un duo romano formato dai dj, producer e imprenditori nel music business Alex Tripi Nello Greco. All'album si aggiunge You Just You, il nuovo ep nato dalla collaborazione con Saturnino, disponible su tutte le principali piattaforme digitali per Other Side Records. The ReLoud per portarci dall'altra parte hanno setacciato, filtrato e campionato sonorità provenienti dai quattro continenti (dal Sud Africa all’Australia, dagli USA al Giappone), affiancati da collaborazioni di grande livello.

Come è nata la collaborazione con Saturnino?

Oltre a essere i ReLoud, non sappiamo se di giorno o di notte, dal 2015 abbiamo una accademia musicale elettronica  online. Eravamo a Milano col team di Dj Mag Italia e c’era anche lui. Chiacchierando è iniziata la collaborazione. Lo ha incuriosito quello che faccciamo e quando è partita la musica lui ci ha attaccato il basso, abbiamo jammato e sono nati i due pezzi.
In You just You si sente il battito del cuore come accettazione di sé e degli altri: un tema delicato.
Quando abbiamo iniziato la collaborazione c’erano già elementi che volevamo fossero centrali tra cui il cuore che funzionasse come drum. C’era già una prima voce demo poi ricantata, mancava la parte strumentale. Sono i cuori dei due figli di Alex. Siamo molto felici per i consensi da tutto il mondo: accettazione degli altri attraverso l’accetazione di se stessi. Il nostro pensiero è diventato filosofia.
Oltre all’organo indiano del 1800 che strumenti unici avete in studio?
Siamo appassionati di ogni cosa che emetta suono. Abbiamo usato anche le forchette. Quell'organo ha una storia incredibile: India, Africa e poi l'Italia, lo strumento ha girato il mondo. Collezioniamo synth analogici ed elettronici e ogni altro strumento che ci piace. Ognuno è una canzone.
L’album si ispira a 4 zone della terra: in particolare cosa avete respirato da Giappone?
Giappone non è campionabile, sono i più silenziosi del mondo, sembrano in modalità mute. Ci sono le cicale.
Si parla tanto della musica africana come la radice della musica…il Sud Africa cosa ha di diverso?
La musica nasce dal mondo tribale, i primi suoni venivano da tronchi e legni, erano molto ritmici. Poi hanno fatto vibrare le pelli. Tutto nasceva dalla materia prima. Per i due singoli siamo ricorsi a un groove un po’ tribale.
Che novità sono in arrivo da The Other Side Records?
E’ un incubatore per nuovi progetti che vogliamo fare esplodere. I migliori dell’accademia, tutti emergenti italiani. E' il nostro angolo di paradiso. Poi vogliamo portare on the road il progetto. Un momento di arte con live e percorso multisensoriale uditivo e audio. Sarà una esperienza.
Il vostro viaggio verso l’ignoto che direzione prenderà?
Ci piace essere legati al caso. Non è mai detto che le cose negative portino solo negatività. L’ignoto futuro sarà attento alla programmazione. L’album è stata quasi una esperienza psichiatrica, è un viaggio verso chi si è. La nostra missione è creare un'arte che spinga a trovare l’essenza. Mai avere paura dell’ignoto, viviamoci nel presente…se hai un sogno seguilo.
Credete che l’umanità stia tornando alla lentezza o è una illusione?
Ce lo auspichiamo fortemente. Siamo abituati a pezzi di pochi secondi che ci piacerebbe che per 25 minuti la gente staccasse tutto e ascoltasse.
C’è il violoncello nel corpo dell’armonium: chi c’è in voi?
Il nostro other side è una accettazione di quello che si è. Accettarsi con capacità e incapacità. Non costringerti a cose che non vuoi. Abbiano mediamente raggiunto quello che dovevamo essere, abbiamo la fantasia e la formazione mentale per provarci se arriva qualche nuovo spunto. Dentro di noi c’è il tutto, c’è grande calma.
Se la vita è un giostra, voi che su che gioco siete?
Sul rollercoaster, in discesa e risalita. Oggi ci sentiamo nella fase in cui si va diritti. L'importante è essere lontani dalla casa dei mostri.
Parlate mai con Dio?
Parliamo col nostro dio, con l’energia che c’è intorno. Sarebbe folle non farlo. Credo poco nelle diverse religioni, anche le orientali nel tempo si sono estremizzate. All’origine resta l'energia cosmica. Anche l’ateo ha avuto momenti di difficoltà e ha avuto bisogno di qualcosa in cui credere.