Lo speciale sulla Festa del Cinema di Roma
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Elsinore, il trailer del film presentato alla Festa del Cinema di Roma

Cinema

La storia vera dell’attore Ian Charleson e della sua battaglia contro l’AIDS, affrontata attraverso il teatro. Diretto da Simon Stone, con Andrew Scott e Olivia Colman. Presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public, arriverà nelle sale italiane il 24 dicembre 2026, distribuito da Lucky Red

Londra, 1989. Ian Charleson, attore scozzese noto anche per aver interpretato Eric Liddell in Momenti di gloria, è alla ricerca di una sfida artistica all’altezza del suo talento quando gli viene offerta l’opportunità di interpretare Amleto al National Theatre, dopo il ritiro di Daniel Day-Lewis. Ma Charleson sta combattendo contro l’AIDS e la malattia avanza inesorabilmente. Nonostante le cure e gli avvertimenti della dottoressa Johnson, interpretata da Olivia Colman, sceglie di dedicarsi alle prove e alle rappresentazioni, trasformando la propria fragilità in una prova d’intensità artistica. Quando le sue condizioni peggiorano e i medici gli vietano di tornare sul palco, arriva persino a lasciare di nascosto la clinica pur di recitare. Distribuito in Italia da Lucky Red dal 24 dicembre 2026, Elsinore racconta così una storia di coraggio e resistenza, in cui il teatro diventa uno spazio di libertà e un modo per riaffermare il valore della vita anche di fronte alla morte.

Il regista e il cast

Diretto da Simon Stone, regista e sceneggiatore australiano, Elsinore è un film biografico che intreccia arte, malattia e identità. A guidare il racconto è Andrew Scott, chiamato a interpretare Ian Charleson e a restituire la complessità di un uomo diviso tra il declino fisico e il desiderio di continuare a recitare.

Al suo fianco, Olivia Colman interpreta la dottoressa Johnson, figura centrale nel conflitto tra la necessità di proteggere il paziente e il rispetto per le sue scelte. Completano il cast Billie Piper, Johnny Flynn e Luke Thompson.

Il film ripercorre gli ultimi anni di Charleson e il suo legame con Amleto, trasformando una vicenda personale dolorosa in una riflessione sul rapporto tra arte e vita, sulla dignità e sulla possibilità di trovare nel proprio lavoro una ragione per resistere.