Sky TG24 presenta in esclusiva il trailer di Nina Roza, il film di Geneviève Dulude-De Celles, premiato con l'Orso d'Argento per la Miglior Sceneggiatura alla Berlinale 2026 e scelto dal Canada per la corsa agli Oscar 2027. Galin Stoev interpreta un esperto d'arte che torna in Bulgaria dopo quasi trent'anni per indagare sui dipinti di una bambina prodigio. Un viaggio tra memoria, identità e legami familiari. In anteprima il 23 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, in sala dal 29 ottobre con LSPG Popcorn
L'autenticità di un dipinto si può verificare. Quella di una vita, assai meno. È da questo paradosso che prende forma Nina Roza, il nuovo film scritto e diretto dalla regista canadese Geneviève Dulude-De Celles, di cui Sky TG24 presenta il trailer in esclusiva. Vincitore dell'Orso d'Argento per la Miglior Sceneggiatura alla Berlinale 2026 e scelto dal Canada per concorrere alla nomination all'Oscar come Miglior Film Internazionale, il lungometraggio sarà presentato il 23 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Best Of, prima di arrivare nelle sale italiane il 29 ottobre, distribuito da LSPG Popcorn. Una storia di partenze e ritorni, di appartenenze negate e mai del tutto perdute, nella quale il talento misterioso di una bambina diventa l'occasione per interrogare il passato di un uomo e misurare la distanza tra ciò che siamo e ciò che abbiamo cercato di dimenticare.
Nina Roza, la trama del film tra arte e memoria
Mihail, interpretato dall'attore e regista teatrale bulgaro Galin Stoev, ha lasciato la Bulgaria quasi trent'anni prima, dopo la morte della moglie, trasferendosi a Montréal insieme alla figlia Roza, allora bambina. Qui ha costruito una nuova esistenza, lontano dalla propria terra e dai ricordi dolorosi che ha preferito lasciare inespressi. Il suo mondo è quello dell'arte contemporanea, delle gallerie, delle opere da valutare e delle immagini a cui attribuire un prezzo. Un universo apparentemente governato da competenze precise, nel quale persino la bellezza può diventare una questione di mercato.
Un giorno un importante collezionista gli affida un incarico particolare: verificare l'autenticità dei dipinti realizzati da Nina, una bambina bulgara di otto anni diventata improvvisamente celebre sul web grazie al suo sorprendente talento pittorico.
Per Mihail, tuttavia, quel viaggio non significa soltanto attraversare l'Atlantico. Significa ritrovare un Paese dal quale si è allontanato, confrontarsi con una lingua, un paesaggio e una storia personale che il tempo non è riuscito a cancellare. E soprattutto riconoscere quanto quella separazione continui a pesare sul rapporto con la figlia Roza, ormai adulta e madre a sua volta.
La ricerca della verità sui quadri della bambina si trasforma così in qualcosa di molto meno misurabile: un'indagine sulle scelte compiute, sui silenzi familiari e sul prezzo invisibile dello sradicamento.
Due nomi, due generazioni e il peso delle radici
Nel titolo Nina Roza convivono due nomi femminili e due generazioni. Da una parte Nina, la bambina prodigio, con la sua capacità di trasformare il mondo in immagini; dall'altra Roza, la figlia adulta di Mihail, che cerca di riconciliarsi con le proprie origini e di trasmettere qualcosa della sua eredità bulgara al proprio figlio, nato in Québec.
Tra loro si muove un uomo che ha imparato a riconoscere il valore delle opere d'arte, ma fatica a misurare quello delle proprie assenze.
Il film intreccia così la dimensione privata della memoria a una riflessione sull'identità e sulla migrazione, senza dimenticare le contraddizioni di un mondo in cui anche lo sguardo di una bambina può trasformarsi in un fenomeno virale, in un oggetto di interesse economico, in una merce.
Un quadro può avere una firma, una provenienza, un certificato di autenticità. Le radici, invece, non hanno documenti. E qualche volta nemmeno un luogo dove tornare.
È in questa tensione tra il desiderio di dimenticare e il bisogno di ricordare che prende forma il racconto di Geneviève Dulude-De Celles. Un viaggio geografico che diventa anche un confronto con le proprie responsabilità, con le ferite dell'esilio e con ciò che una generazione, talvolta senza rendersene conto, consegna a quella successiva.
Geneviève Dulude-De Celles, dalla Berlinale agli Oscar 2027
Con Nina Roza, Geneviève Dulude-De Celles prosegue un percorso cinematografico nel quale le relazioni familiari, le trasformazioni interiori e la ricerca di un'identità occupano un posto centrale.
La regista canadese si era già fatta conoscere con A Colony, premiato nel 2019 alla Berlinale con l'Orso di Cristallo per il Miglior Film nella sezione Generation Kplus e vincitore del Canadian Screen Award come Miglior Film.
Rispetto a quel lavoro, Nina Roza esplora una dimensione più impressionistica, nella quale il rapporto tra immagini e suoni accompagna il percorso emotivo del protagonista. Il mistero legato ai dipinti della piccola Nina diventa il punto di partenza per una riflessione sul valore dell'arte, sulla sua commercializzazione e sulla possibilità che un'immagine custodisca qualcosa che le parole non riescono a esprimere.
Presentato in concorso alla 76ª Berlinale, il lungometraggio ha conquistato l'Orso d'Argento per la Miglior Sceneggiatura, assegnato alla stessa Dulude-De Celles.
A questo riconoscimento si è aggiunta la scelta ufficiale del Canada di presentare il film nella corsa alla nomination per il Miglior Film Internazionale ai Premi Oscar 2027, la cui cerimonia si terrà il 14 marzo.
Dopo il successo berlinese, Nina Roza prosegue dunque il suo percorso internazionale, approdando alla Festa del Cinema di Roma, dove sarà presentato nella sezione Best Of, dedicata ad alcuni dei titoli più significativi della stagione cinematografica mondiale.
Il cast di Nina Roza e l'uscita al cinema il 29 ottobre
Accanto a Galin Stoev, il cast comprende Sofia Stanina ed Ekaterina Stanina, gemelle nella vita che condividono l'interpretazione della piccola Nina, mentre Michelle Tzontchev veste i panni di Roza.
Completano il gruppo degli interpreti Christian Bégin, Chiara Caselli, Nikolay Mutafchiev, Tsvetan Todorov, Elena Atanasova e Svetlana Yancheva.
Nina Roza è una coproduzione internazionale tra Canada, Bulgaria, Belgio e Italia. Il film è prodotto da Colonelle Films, con la coproduzione italiana di UMI Films, attraverso Lorenzo Fiuzzi e Bardo Tarantelli, insieme a Ginger Light, PREMIERstudio ed Echo Bravo.
Dopo l'anteprima del 23 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, il film arriverà nei cinema italiani giovedì 29 ottobre 2026, distribuito da LSPG Popcorn.
Al centro rimane una domanda che supera il mistero dei dipinti e riguarda qualcosa di assai più difficile da restaurare: quanto lontano bisogna andare per accorgersi che una parte di noi non se n'è mai andata?
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