Il fuoco che ti porti dentro, il trailer del film di De Angelis con Vanessa Scalera
CinemaDebutta il trailer del film di Edoardo De Angelis dal romanzo-memoir di Antonio Franchini, passato in Concorso a Venezia 83 e in sala dal 19 novembre con 01 Distribution. Vanessa Scalera è Angela, madre napoletana esagerata e ostile che piomba a Milano per la Vigilia dal figlio Antonio (Lino Musella). Fra un cappone che non vuole finire in pentola, un prete benedicente e il compagno neobuddista della figlia che le imputa un testicolo perduto, la cena di Natale diventa un corpo a corpo comico e feroce
TESTO
Il primo a non volerne sapere è il cappone. Lo braccano in cucina con il coltello in pugno, e lui, con un'ostinazione che nessuno sceneggiatore oserebbe pretendere da un pennuto, rifiuta di farsi ammazzare. Si apre così, con una ribellione da cortile, il trailer di Il fuoco che ti porti dentro, il film di Edoardo De Angelis tratto dal romanzo-memoir di Antonio Franchini (Marsilio, 2024), presentato in Concorso alla 83ª Mostra di Venezia e atteso in sala dal 19 novembre con 01 Distribution. Sicché il cappone non è soltanto una bestia da arrostire: è la prima creatura, in quella casa milanese, a intuire che arrendersi ad Angela significa finire in pentola.
Una Vigilia di Natale come un campo di battaglia
Angela ha il volto di Vanessa Scalera, gli occhiali dalla montatura dorata e una sigaretta perennemente accesa. È la madre di Antonio (Lino Musella), editore di successo che anni fa è fuggito da Napoli e a Milano si è costruito una famiglia; ora lei lo ha raggiunto per Natale e non sembra intenzionata a ripartire. Il trailer procede per frammenti di una cena della Vigilia che si incrina portata dopo portata. Antonio annuncia, con l'ironia di chi conosce il copione, che quella sera si mangerà «lo schifo». Angela, dal canto suo, dichiara che il panettone le fa schifo, e si sente rispondere che lei, di schifo, ne prova per tutto e per tutti. Poi, a cena iniziata, varca la soglia don Girolamo (Giovanni Franzoni), venuto a benedire la casa (con l'aria di chi capita nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo).
E c'è il compagno di Paola, la figlia di Angela, interpretato da Tony Laudadio, che con una franchezza da tragedia buffa attribuisce alla suocera il testicolo perduto per un tumore e la sospetta di puntare ora all'altro. Per sottrarsi a quella donna ha imboccato l'unica via di fuga che gli restava, quella dello spirito: adesso, annuncia, è buddista. Giacché a quella tavola ogni scampo, anche il nirvana, appare lecito.
Il fuoco, le parole e il dolore
Poi il registro cambia, e il fuoco del titolo smette di essere una metafora. È Angela a confessare che dentro le brucia un incendio che gli altri non possono neppure immaginare, un inferno; e a spiegare, nella sua lingua, che grida perché chi grida, sempre, ha un grande dolore. La replica arriva come uno schiaffo a mano aperta: «Tu solo sai che cos'è il dolore. Tu solo soffri». Infine, ancora in napoletano, la sentenza più crudele per un figlio che di mestiere maneggia libri: le parole, dice Angela, sono gli scarti del pensiero.
Natalia Ginzburg, in Lessico famigliare, sosteneva che a due fratelli ritrovatisi in una grotta in mezzo a milioni di persone basterebbe una sola frase di casa per riconoscersi. Il trailer di De Angelis funziona allo stesso modo: bastano pochi brandelli di dialogo (lo schifo, il dolore, le parole) per ricostruire un'intera grammatica familiare, fatta di accuse e di tenerezze rovesciate. Tant'è che, alla fine, rimane un'immagine sola, senza battute: una giovane madre che stringe a sé un bambino, in un tempo in cui il fuoco forse ancora scaldava invece di bruciare.
Da Venezia 83 alle sale
Nel montaggio scorrono anche i giudizi raccolti al Lido: la Repubblica parla di un film travolgente con due attori sovrumani, MYmovies definisce Scalera perfetta, Taxidrivers saluta il ritorno di De Angelis. Il film, 94 minuti, è stato presentato in Concorso il 9 settembre; come abbiamo scritto nella recensione da Venezia, è una commedia che ha per contenuto la tragedia, proprio come il libro di Franchini. La sceneggiatura è firmata da Francesco Piccolo, Ilaria Macchia e dallo stesso De Angelis, che dopo la parentesi bellica di Comandante torna a Napoli e alla sua materia più incandescente.
Accanto a Scalera e Musella recitano Elena Radonicich, Ivana Lotito (Paola), Tommaso Ragno, Nicole Malaj e Samuele Mazza. La fotografia è di Vladan Radovic, la scenografia di Carmine Guarino, i costumi di Massimo Cantini Parrini, il montaggio di Lorenzo Peluso; le musiche portano la firma di La Niña. Prodotto da Roberto Sessa e Chiara Grassi per Picomedia (gruppo Asacha, parte di Fremantle) con Rai Cinema, il film arriva in sala poco più di un mese prima di quella Vigilia che racconta. Quanto al cappone, il trailer si guarda bene dal rivelarne la sorte (e forse, in una casa dove tutti sono in fuga da qualcosa, è l'unico ad avere davvero una possibilità di farcela).
Se fosse un cocktail
Si chiamerebbe Il Fuoco di Angela e terrebbe insieme, nello stesso bicchiere, le due città che il film mette l'una contro l'altra. In un mixing glass con ghiaccio: 30 ml di Campari, per la Milano in cui Antonio si è rifugiato; 30 ml di Liquore Strega, per la Campania da cui non riuscirà mai a scappare; 30 ml di vermouth rosso, a fare da paciere come un ospite inatteso alla cena della Vigilia. Si mescola, si filtra in un tumbler basso su un unico cubo di ghiaccio e si completa con due gocce di tintura di peperoncino. Infine una scorza d'arancia, fiammeggiata sopra il bicchiere: il fuoco che si porta dentro, appunto. Si beve lentamente, perché brucia. E si finisce sempre, perché da certe madri, come da certi drink, non si scappa.
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