Una chiave lasciata cadere apposta, due diari segreti e una coppia che si dice per iscritto ciò che non osa confessarsi a voce. Con La chiave (1983), Tinto Brass, scomparso il 4 novembre a 93 anni, porta il romanzo di Tanizaki nella Venezia del 1940 e affida a Stefania Sandrelli un ruolo pericoloso. Tra specchi, vestaglie di seta, il valzer malinconico di Ennio Morricone e un finale che coincide con l’entrata in guerra, un film che ci mette di fronte a una domanda scomoda: chi è davvero il complice di questo gioco?
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