Giuseppe Cossentino all'Amura Film Festival con il corto contro l'abbandono degli animali

Cinema

Dal 9 all'11 luglio 2026 Giuseppe Cossentino porta all'Amura International Film Festival Io credevo in te, corto sociale contro l'abbandono degli animali e il randagismo, girato tra Napoli e Castel Volturno. Nel cast, come special guest e produttore, Nunzio Bellino, ospite ad Altamura con il regista. L'opera arriva a ridosso dell'estate e richiama le nuove sanzioni per chi abbandona gli animali. Cossentino presenterà anche Passioni senza fine, romanzo nato dal web, in tour

Giuseppe Cossentino porta Io credevo in te all'Amura International Film Festival

Il cinema come denuncia, ma anche come gesto di responsabilità. Giuseppe Cossentino approda all'Amura International Film Festival, in programma ad Altamura dal 9 all'11 luglio 2026, con Io credevo in te, cortometraggio sociale dedicato alla piaga dell'abbandono degli animali e del randagismo.

Regista, sceneggiatore, scrittore e giornalista, Cossentino porta in Puglia uno short movie girato tra Napoli e Castel Volturno, costruito attorno a un tema che ogni estate torna a farsi emergenza: il destino degli animali lasciati indietro proprio quando le vacanze diventano, per molti, sinonimo di partenza.

Un corto contro l'abbandono degli animali

Io credevo in te nasce come opera di denuncia, cruda e diretta, pensata per scuotere l'opinione pubblica su un atto che non è soltanto crudeltà, ma anche fallimento culturale. L'abbandono degli animali, racconta il film, non riguarda solo chi se ne va lasciando un cane sul ciglio di una strada: riguarda il modo in cui una società misura la propria idea di cura, responsabilità e convivenza.

Il cortometraggio arriva al Festival a ridosso dell'estate e richiama anche il dibattito sulle nuove sanzioni previste per chi abbandona gli animali, tra multe più severe e provvedimenti legati alla patente. Non un semplice fondale normativo, ma il segno di un’urgenza civile che il cinema prova a trasformare in racconto.

Nunzio Bellino special guest e produttore

Nel cast figura, in veste di special guest, Nunzio Bellino, attore e personaggio televisivo. Bellino partecipa al progetto anche come produttore insieme a Giuseppe Cossentino e sarà ospite ad Altamura con il regista durante le giornate del Festival, per presentare il cortometraggio al pubblico.

La sua presenza rafforza la vocazione popolare dell'opera: usare un volto riconoscibile non per addolcire il tema, ma per portarlo più vicino agli spettatori. Perché la denuncia sociale, quando funziona, non si limita a mostrare una ferita: chiede a chi guarda di non voltarsi dall'altra parte.

Le parole di Cossentino

«L’abbandono è un atto vergognoso che nasce da arretratezza culturale e mancanza di civiltà», dichiara Giuseppe Cossentino. «In questo lavoro ci ho messo cuore e anima per dare voce a chi non ce l'ha, convinto che la denuncia sociale sia un dovere imprescindibile del cinema e del giornalismo».

Una dichiarazione che riassume il senso del progetto: Io credevo in te non cerca la commozione facile, ma il cortocircuito tra empatia e responsabilità. Il titolo stesso suona come un’accusa sommessa: non l'urlo di chi condanna, ma lo sguardo tradito di chi era stato affidato a qualcuno.

Da Casa Sanremo Writers ad Altamura

Per Cossentino, l'appuntamento con l'Amura International Film Festival rappresenta una nuova tappa dopo il percorso legato a Passioni senza fine, fenomeno nato come radiodramma web cult e poi diventato romanzo, attualmente in tour nazionale. L'opera è stata premiata a Casa Sanremo Writers 2025 con una menzione speciale Casa Sanremo Library.

Ad Altamura, il regista presenterà anche il libro, affiancando così cinema e scrittura in un percorso che continua a muoversi tra racconto popolare, impegno civile e attenzione ai temi sociali.

L'Amura International Film Festival

Il progetto AMURA – Altamura International Film Festival è realizzato con il sostegno del Comune di Altamura e curato da Obiettivo Successo Academy, con il contributo di brand nazionali e il supporto del tessuto imprenditoriale e associativo locale.

Il Festival nasce con l'obiettivo di creare un ponte tra il territorio e il resto del mondo, promuovendo il cinema come strumento di dialogo, crescita culturale e relazioni internazionali. In questa cornice, Io credevo in te trova una collocazione coerente: un corto che parte da una ferita quotidiana e prova a trasformarla in domanda collettiva.

Un cinema che dà voce a chi non ce l'ha

La traiettoria di Cossentino si muove da tempo dentro il cinema sociale, con lavori dedicati a temi come bullismo, malattie rare, violenza sulle donne, femminicidio e tutela degli animali. Io credevo in te prosegue questa linea, scegliendo un argomento apparentemente semplice e invece radicale: il rapporto tra esseri umani e creature affidate alla loro cura.

Perché abbandonare un animale significa rompere un patto. E il cinema, quando decide di guardare quella rottura senza edulcorarla, può diventare qualcosa di più di un racconto: una forma di testimonianza.

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