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Oscar 2019, 5 cose da sapere su Yalitza Aparicio, protagonista di Roma

Spettacolo

Andrea Cominetti

Dalle origini mixtecas alle preoccupazioni per il provino del film, arrivato quasi per caso- Yalitza Aparicio, le foto

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In vita sua non ha mai pensato di diventare attrice. Ora, però, Yalitza Aparicio non solo è la protagonista del film dell’anno («Roma» di Alfonso Cuaron, dove interpreta la tata dal cuore d’oro Cleo), ma è anche tra le migliori attrici candidate all’Oscar.

Le origini mixtecas

Proveniente da una piccola città messicana chiamata Tlaxiaco, nello Stato di Oaxaca, dove ha una casa anche il regista, Aparicio ha origini mixtecas, uno dei più antichi popoli indigeni del Messico precoloniale.

Il ruolo del destino

Prima di «Roma», la giovane, che studiava per diventare insegnante in una scuola materna, non ha mai avuto intenzione di fare l’attrice. Persino il provino a cui ha partecipato per «Roma» è stato una mezza casualità: era, infatti, la sorella maggiore a essere stata chiamata, ma, a causa dello stato avanzato della sua gravidanza, questa decise di cedere il posto alla piccola di casa, subito scelta dal regista messicano.

La paura del traffico clandestino di esseri umani

Un altro aneddoto particolare sul provino in questione, il primo nella vita della giovane, riguarda le minime informazioni ricevute sul progetto. Scarse al punto da allarmare la giovane e la sua famiglia, che avevano inizialmente pensato potesse essere la facciata per un traffico clandestino di esseri umani. «Avevo paura che non fosse un casting ma una trappola, nella mia comunità cose come questa non sono mai state fatte. Era qualcosa di nuovo e strano» ha raccontato Aparicio in un’intervista durante il Festival Cinematografico di Morelia. «Nessuno diceva il nome del regista o dettagli sul film, niente. Avevo paura perché l'unica cosa che mi era stata raccontata era che sarebbe stato un film girato a Città del Messico e che non erano preoccupati né dell'età, né dell'aspetto fisico delle donne che stavano facendo le audizioni, quindi era tutto molto strano».

Lo studio della sua stessa lingua

Una volta ottenuta la parte, la strada non è stata comunque spianata per la giovane, che ha dovuto nuovamente studiare e approfondire la sua stessa lingua indigena affinché fosse perfettamente comprensibile e chiara nella dizione.

La prima nomination per un'attrice di origini indigene

Il risultato finale è stato, però, ottimo, come testimonia la stessa nomination all’Oscar. La seconda per un’attrice di origine messicana, 17 anni dopo quella di Salma Hayek per il suo ruolo in «Frida» e la prima per un'attrice di origini indigene.