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I possibili effetti di una prolungata esposizione alla luce notturna nei topi

Salute e Benessere

Secondo un nuovo studio condotto da un team di ricercatori dell’University of Science & Technology of China e della Hefei University, potrebbe influenzare i circuiti neurali del cervello nei roditori e causare la depressione

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L’esposizione prolungata alla luce durante la notte potrebbe influenzare i circuiti neurali del cervello nei topi e causare la depressione. A suggerirlo sono i risultati di un nuovo studio condotto sui roditori da un team di ricercatori cinesi dell’University of Science & Technology of China e della Hefei University, che avrebbe identificato negli animali il possibile meccanismo alla base della correlazione tra l’eccessiva esposizione alla luce notturna e lo sviluppo di sintomi depressivi. 

 

Lo studio nel dettaglio

 

Per compiere lo studio, pubblicato sulle pagine della rivista specializzata Nature Neuroscience, gli esperti coordinati da Tian Xue, hanno testato sui topi gli effetti di una prolungata esposizione alla radiazione luminosa, esponendo un campione di roditori alla luce blu per due ore ogni notte, per 3 settimane consecutive. 

Sono così riusciti a dimostrare che i topi nel corso del test hanno sviluppato progressivamente dei comportamenti depressivi, che sono durati per almeno tre settimane dopo la fine dell'esperimento. 

Utilizzando uno strumento per il tracing neurale, i ricercatori hanno messo in evidenza un percorso neurale interessato dalla luce blu che potrebbe spiegare il meccanismo alla base della correlazione emersa dal loro studio. 

“Se la luce dovesse agire sullo stesso circuito neurale umano questo potrebbe spiegare in che modo l'eccessiva esposizione all'illuminazione notturna influisce sugli esseri umani”, ha spiegato  Zhao Huan della Hefei University, tra i ricercatori che hanno condotto lo studio. 

 

Scoperta nei topi possibile centralina di controllo del cervello

 

Tra gli ultimi risultati del settore, un recente esperimento condotto sui topi da un team di ricercatori cinesi avrebbe individuato una possibile centralina di controllo del cervello, che risiederebbe nella sottile lamina di materia grigia, denominata claustro. Si tratta di una struttura interna del cervello che, come spiegato nel dettaglio sulle pagine della rivista specializzata Nature Communication, si trova in una regione della corteccia cerebrale in continuità con l’amigdala, “una delle aree più primitive del cervello, sede delle emozioni”. Il claustro rappresenterebbe un’area fondamentale per la gestione delle funzioni cerebrali, in quanto, oltre a ricevere segnali da diverse zone cerebrali superiori, invierebbe connessioni a numerose altre regioni del cervello.