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Malaria, testato con esiti positivi un farmaco ad azione rapida

Salute e Benessere

Il composto si chiama “Sj733” e lo hanno scoperto esperti dell'ospedale pediatrico Saint Jude di Memphis, nell’ambito della ricerca di nuovi medicinali per combattere una malattia che è tra le principali cause di morte di tanti bambini nel mondo 

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Grazie al lavoro di sperimentazione dei ricercatori dell'ospedale pediatrico Saint Jude di Memphis, negli Stati Uniti, è stato possibile scoprire un composto farmacologico ad azione rapida contro la malaria che, nei primi test già effettuati sull'uomo, avrebbe già dimostrato effetti promettenti. Il componente in questione è stato chiamato dai medici “Sj733” e secondo gli scienziati del nosocomio americano, sarebbe risultato ben tollerato e ben assorbito dall'organismo. L’esito del loro lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Lancet Infectious Diseases”.

Come funziona il composto sperimentale

La malaria, si legge sul sito del Sain Jude Hospital, è tra le malattie che più influiscono sul decesso dei bambini in tutto il mondo e sono necessari nuovi farmaci per combatterla. E’ causata da un parassita che viene trasmesso da zanzare infette e distrugge i globuli rossi. Attualmente una delle terapie farmacologiche più utilizzate è quella combinata a base di artemisinina, principio attivo estratto dall'artemisia annuale, il cui successo però viene in certi casi minacciato dall'emergente resistenza ai farmaci. “Sj773”, spiegano i ricercatori è uno dei primi appartenenti ad una nuova classe di composti antimalarici a raggiungere la fase degli studi clinici. Funziona interrompendo la capacità del parassita della malaria di rimuovere il sodio in eccesso dai globuli rossi. Con l'accumulo di sodio, infatti, le cellule infette diventano meno flessibili, vengono rimosse dal sistema immunitario o catturate in piccoli vasi sanguigni.

La fase di test

Nella fase di sperimentazione sono stati coinvolti dai sanitari 38 volontari sani, reclutati in due fasi: una a Memphis, negli Usa e l'altra a Brisbane, in Australia. I 23 volontari che facevano parte del gruppo americano hanno ricevuto dosi crescenti di Sj733 per comprenderne il dosaggio, il profilo di sicurezza e il metabolismo, compreso l'assorbimento. Sulla base di questi risultati, i 15 volontari australiani hanno ricevuto SJ733 dopo essere stati infettati dalla malaria per comprendere l'efficacia antimalarica di questo nuovo farmaco. Successivamente i partecipanti hanno ricevuto una dose curativa di terapia di associazione antimalarica convenzionale. In nessuno dei volontari sono stati identificati effetti collaterali significativi correlati al trattamento con SJ733, dicono i ricercatori.