In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Caso Gregoretti, maggioranza chiede rinvio voto per processo a Salvini

Politica

Il presidente della Giunta Immunità del Senato Gasparri propone di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere contro l’ex ministro. M5s, Pd e Iv chiedono rinvio della votazione dopo regionali. Salvini: “Hanno paura di perdere la faccia, senza onore e dignità"

Condividi:

Maurizio Gasparri, presidente della Giunta delle immunità del Senato, ha chiesto di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Gregoretti (TUTTE LE TAPPE DEL CASO). La proposta è stata avanzata nella relazione ai senatori, all'inizio di una nuova riunione della Giunta. Poco dopo, il senatore del M5s Mattia Crucioli ha chiesto di rinviare il voto della Giunta delle immunità del Senato, tenendo conto della sospensione delle attività delle commissioni di Palazzo Madama prevista dalla Conferenza dei capigruppo dal 20 al 26 gennaio per via delle elezioni regionali del 26. Ha chiesto inoltre un ulteriore approfondimento dell'istruttoria. Anche Italia Viva e il Pd concordano con il M5s e hanno chiesto di rinviare il voto. Secondo il calendario, il voto della Giunta è previsto il 20 gennaio. Secondo il segretario del Pd Nicola Zingaretti il giudizio non deve essere politico: "I parlamentari valutino le carte e decidano in autonomia". Poco dopo è arrivata la replica di Salvini: "Hanno paura di perdere la faccia, sono senza onore e senza dignità", ha commentato sulla richiesta del Movimento 5 Stelle e del resto della maggioranza (SALVINI: CONIVOLTO TUTTO IL GOVERNO - "IN TRIBUNALE CON ME MILIONI DI ITALIANI").

Gasparri propone no processo a Salvini

Gasparri nella sua relazione ha dato al sua risposta alla richiesta del tribunale dei ministri di Catania nei confronti dell'ex ministro dell'Interno per il ritardato sbarco di 131 migranti l'estate scorsa. "Si tratta in tutta evidenza di fattispecie del tutto similari ed eventuali enfatizzazioni di aspetti secondari non mutano la realtà delle cose. Pertanto, per le ragioni esposte e in linea di continuità rispetto alle decisioni già assunte da questo organo in questa legislatura, si ritiene doveroso prospettare l'opportunità che la Giunta coerentemente proponga all'assemblea il diniego della richiesta di autorizzazione a procedere di cui al documento in titolo".

Gasparri: Conte coinvolto anche politicamente

Il presidente della Giunta delle immunità del Senato ha proseguito dicendo che "a prescindere dalla configurabilità o meno di un concorso nel reato del presidente Conte (elemento sul quale la Giunta non può, anzi non deve esprimersi) sicuramente è configurabile un coinvolgimento politico-governativo di quest'ultimo, comprovato innanzitutto dalla assenza di qualsivoglia presa di posizione contraria sulla conduzione del caso Gregoretti da parte del ministro Salvini e sulle scelte dallo stesso operate. Il caso era notorio ed era su tutti i mass media e su tutti i giornali di quei giorni. Non era necessaria una comunicazione specifica di Salvini perché gli elementi della vicenda erano ravvisabili in toto dalla stampa". Gasparri ricorda inoltre che nella mail del 26 luglio inviata dal consigliere diplomatico di Conte, Benassi, "si legge testualmente 'persons saved in the sea and currently on board of the ship Gregoretti'; orbene il consigliere diplomatico di Conte parla della presenza dei migranti a bordo della Gregoretti ed è quindi assolutamente inverosimile che Conte stesso non sapesse nulla della vicenda".

“Valutare solo interesse pubblico”

"Nel caso di specie il coinvolgimento del governo non deve essere quindi valutato dalla giunta ai fini penalistici (ossia ai fini dell'eventuale concorso nel reato del presidente Conte) quanto ai fini politico-governativi”, ha proseguito Gasparri. “Quindi come precisato anche nella relazione all'assemblea sul caso Diciotti, la Giunta è chiamata a valutare esclusivamente la sussistenza o meno di un interesse pubblico inerente alla funzione di governo".

Zingaretti: "Parlamentari valutino le carte, non deve essere processo politico"

Zingaretti, a margine di un evento elettorale in Emilia Romagna, ha affermato: "Non si mandano sotto processo le persone per un giudizio politico. I parlamentari leggano le carte: se quello che dicono le Procure è fondato ci sarà un atteggiamento preso in totale autonomia", sottolinea il segretario del Pd. "Ma non c'e' nessuna volontà o orientamento politico perche' gli avversari si sconfiggono con la politica e con la partecipazione e noi sconfiggeremo Salvini per il bene dell'Emilia-Romagna in questa terra meravigliosa".