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Sandro Gozi nel governo francese. Di Maio: “Valutare se togliere cittadinanza”

Politica

Il vicepremier grillino commenta la nomina dell’ex sottosegretario dem nell’esecutivo di Macron: “Inquietante”. Gozi ricoprirà l’incarico di responsabile del settore europeo per la Francia nel Parlamento Ue

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Luigi Di Maio vuole “valutare se togliere la cittadinanza” a Sandro Gozi, l’ex sottosegretario agli Affari europei negli esecutivi Renzi e Gentiloni, tuttora componente della direzione del Pd, che è stato nominato consulente della politica europea nell'amministrazione francese di Emmanuel Macron e che ad ottobre entrerà nel Parlamento Ue nelle file del partito En Marche. "Tu lavori per il governo, rappresenti e servi lo Stato italiano e poi a un certo punto lo tradisci e ti vai ad arruolare nelle fila di un altro governo come responsabile della politica europea del governo Macron. Nulla contro la Francia ma bisogna valutare se togliergli la cittadinanza", ha detto ieri Di Maio, definendo "inquietante" che "un nostro sottosegretario (del Pd) adesso diventa esponente di un governo con cui abbiamo molte cose in comune ma anche interessi confliggenti".

Meloni: “Revocare la cittadinanza o intimargli di rinunciare”

La possibilità di revocare la cittadinanza a Gozi è stata invocata anche dalla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che, in una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte pubblicata il 31 luglio dal Giornale, scrive insieme ai deputati Andrea Delmastro delle Vedove, Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli: "Le norme sulla cittadinanza italiana precisano che, motivo di perdita della nostra cittadinanza possa essere il conseguimento di cariche pubbliche da parte di uno Stato estero. Ci appelliamo a Lei, presidente Conte, per impedire a chi abbia avuto la possibilità di accedere a dossier rilevanti per l'interesse nazionale di cambiare casacca impunemente e militare per altre nazioni. Le chiediamo, quindi, di avvisare Sandro Gozi che non sarà tollerata la sua scelta, rispetto alla quale non esiterà alla intimazione di legge e alla conseguenziale procedura di revoca della cittadinanza". Oggi, Meloni ha ribadito: "Gozi ha tradito l'Italia, è un venduto". E ha aggiunto: “Prima della revoca della cittadinanza ho chiesto un'altra cosa: a norma di legge, se una persona assume un incarico presso un governo straniero il governo può intimare di rinunciare. Ho chiesto che il governo gli intimi di rinunciare".

Salvini e M5S attaccano Gozi

Uno dei primi attacchi era arrivato dalla Lega. "Gozi, già sottosegretario agli affari europei con Renzi e Gentiloni, con la benedizione di Macron viene ora nominato, stesso ruolo, nel governo francese!!! Immaginate di chi facesse gli interessi questo personaggio quando era nel governo italiano... Pazzesco, questo è il PD!", aveva commentato lunedì 29 luglio su Facebook il ministro dell'Interno Matteo Salvini. E lo stesso giorno fonti del M5S aveva sottolineato: "Solo lo scorso maggio Gozi definiva la Tav Torino-Lione 'il simbolo di un'Europa che vogliamo ricostruire'. Tempo due mesi e Macron gli ha dato un incarico nel suo governo. Gozi accettandolo ha dimostrato che tradiva il Paese prima e lo tradisce oggi. Ma in tutto ciò la Lega che dice? Sostiene le stesse idee di Gozi, del Pd e degli amici di Macron che hanno girato le spalle all'Italia... Perché?".

Gozi: “Bestialità giuridiche e nazionalismo più bieco”

Il diretto interessato non sta a guardare e risponde alle polemiche suscitate dalla sua nomina nel governo francese. Per quanto riguarda la revoca della cittadinanza, la definisce una “bestialità dal punto di vista giuridico, perché non si può revocare la cittadinanza per motivi politici. Dal punto di vista politico e morale questa è l'espressione del nazionalismo più bieco". E poi, diretto a Salvini: "Leggo che si chiede come io abbia tutelato gli interessi nazionali quando ero al governo. Caro Salvini, quando vuoi ci confrontiamo, atti e documenti alla mano, per vedere chi tra me e te ha curato di più e meglio gli interessi del nostro Paese. Facciamo così?", ha scritto su Twitter lo scorso 29 luglio.

Esponenti Pd difendono Gozi

Dal Pd, Lia Quartapelle, capogruppo dem alla Commissione Esteri, ha definito "stravagante" la richiesta di togliere la cittadinanza a Gozi. "Invece di pensare che l'Italia ha un alleato all'interno del governo francese, Di Maio va a ruota della Meloni e fa una proposta incostituzionale e anti-italiana: siamo italiani solo se la pensiamo come lui, diversamente non lo siamo più. Assurdo". Il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, il 30 luglio aveva già osservato su Facebook: "Ci vuole davvero la faccia tosta dei Cinque Stelle e della Lega per attaccare Sandro Gozi. Proprio loro che stanno creando le condizioni per aprire un'autostrada alla Cina sul controllo delle nostre informazioni", riferendosi alla questione della rete 5G in Europa. 

All’europarlamento da ottobre

Gozi ha corso lo scorso maggio alle Europee nella lista En Marche di Emmanuel Macron ma non è stato eletto. Dovrebbe essere ripescato il prossimo ottobre, quando i parlamentari britannici lasceranno il Parlamento Europeo in seguito a Brexit e i loro seggi saranno redistribuiti agli altri paesi europei. A quel punto, Gozi entrerà come europarlamentare nelle file del partito francese. Fino ad allora, Gozi svolgerà l’incarico di consulente per gli Affari europei del governo francese guidato dal primo ministro Eduarde Philippe. Avrà il compito di monitorare la creazione di nuove istituzioni europee e le relazioni con il Parlamento Ue, operando in stretta collaborazione con il Segretariato generale per gli Affari Europei francese. "Avrò l'incarico di monitorare l'avvio della nuova legislatura europea sia in relazione al Parlamento sia alla Commissione Ue. Questa è una fase molto delicata e si aprono mesi decisivi per dare forma alla strategia europea dei prossimi anni", ha spiegato Gozi.