In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

BookTok Italia al Salone del Libro di Torino, ecco i protagonisti

Cronaca

Ludovica Passeri

La manifestazione, che si tiene dal 18 al 22 maggio, è appena cominciata ma sta già passando alla storia per il ruolo inedito ricoperto da TikTok, quest'anno partner ufficiale dell’evento, e dagli influencer star dei libri

Il tuo browser non supporta HTML5

Condividi:

“Umberto Eco e Andrea Camilleri sarebbero stati dei perfetti BookToker”: a sostenerlo Salvatore Di Mari, Head of Operations di TikTok, dallo stand del Salone del Libro di Torino, in cui la piattaforma si è conquistata un posto in prima fila. La manifestazione, che si tiene dal 18 al 22 maggio, è appena cominciata ma sta già passando alla storia per il ruolo inedito ricoperto da TikTok, quest'anno partner ufficiale dell’evento, e dai BookToker, gli influencer star dei libri: oltre 134 miliardi di visualizzazioni a livello globale, 2 miliardi solo in Italia. I numeri parlano chiaro: il fenomeno è in ascesa e in costante mutazione. Cambia così velocemente che chi non lo vive dall’interno ne ha un’idea falsata.

Dalle review alla genesi dei romanzi

La piattaforma digitale, nata nel 2014, ha esordito come luogo di incontro di una communty che legge, recensisce, commenta, stronca: dai fantasy ai romance, passando per il genere young adult e i classici che vengono rivitalizzati grazie al passaparola o a un video divertente. Anche un libro dimenticato che al momento della pubblicazione ha riscosso un successo modesto può scalare le classifiche a distanza di anni, lasciando gli editori esterrefatti. Ma non sono più solo gli adolescenti con il pallino per la letteratura e per le belle copertine gli attori principali. Gli editori sono sbarcati su TikTok. Dapprima gli americani e i tedeschi che hanno fiutato la potenzialità del mercato. In Italia, Mondadori è stato il precursore, seguito da Harper Collins Italia e Neri Pozza. La lista si è allungata. E assieme agli editori anche gli scrittori cominciano a capire il potenziale di Tik Tok per raccontare lo sforzo creativo e la genesi dei libri.

Il salto di qualità

Sebbene anche nel 2022 TikTok fosse presente al Salone, quest’anno è protagonista. Il fenomeno BookTok, nato in maniera spontanea durante il primo lockdown, ha impiegato due anni a decollare e a vincere le ritrosie dell’editoria,  o almeno di parte di essa. I numeri dell’anno passato sono da capogiro. Nel 2022 
#BookTok e #BookTokItalia sono cresciuti rispettivamente del 143% e del 422% rispetto all’anno precedente. “Questo significa che il fenomeno è cresciuto più in Italia che nel mondo”, sottolinea Di Mari. “Se l’anno scorso organizzavamo stand di dialogo tra BookToker e autore, quest’anno abbiamo BookToker autori, editori, agenti letterari”, insiste Di Mari.

Chi sono i Book Toker

Martina Levato, attrice classe ‘97, ha iniziato durante il primo lockdown: “Con i teatri chiusi ero a casa a fare niente e ho cominciato così a pubblicare video su TikTok per esprimere la creatività che avevo chiusa dentro di me e che non potevo tirare fuori. È stata una salvezza”. I primi sketch sono delle letture ad alta voce per tenere la dizione attiva, poi i follower aumentano fino a raggiungere quasi la soglia dei 400mila. Valentina Ghetti invece ama definirsi ProfToker. Nella vita è un'insegnante nelle prime e seconde elementari. “Questa piattaforma ha cambiato il mio linguaggio: per avvicinarsi ai ragazzi e ai bambini sempre più esposti alla tecnologia è importante capire i trend. Per saper rispondere alle domande occorre parlare il loro linguaggio. TikTok mi ha aiutato a sviluppare la capacità di riassumere in poche parole e semplici un concetto difficile”. I suoi alunni sono troppo piccoli, ma a seguirla sono i compagni più grandi e i genitori. Carmelo, amatissimo su TikTok anche per il registro ironico dei suoi video, ha utilizzato la piattaforma e la passione per i libri come terapia. “Ero un ragazzo timido e introverso. Lo sono ancora, ma ho fatto dei miei punti deboli il cuore del profilo. Per questo si chiama La timida libreria del Riccio”. Per Carmelo, laureato in Beni culturali, TikTok non è l’unica fonte di sostentamento, ma rappresenta un aiuto economico importante.

La parabola ascendente de La Biblioteca di Daphne

La vulgata vuole che TikTok, e con esso il fenomeno BookTok, sia una cosa da Generazione Z, un’esclusiva di giovanissimi, ma questa convinzione è smentita dai fatti. I più importanti BookToker italiani vanno per i trenta e fanno parte a tutti gli effetti dei Millennials. La storia della ventottenne Megi Bulla, in arte La Biblioteca di Daphne, è emblematica. Il suo profilo è cresciuto al punto da metterla di fronte a una scelta. “Lavoravo in uno studio ingegneristico. Al momento del rinnovo del contratto ho colto la palla al balzo: non potevo più fare entrambe le cose”. Da giugno è una partita IVA, al 100% su TikTok.  “E' stata la community a spronarmi a farlo”. Ma come si comincia? Il punto di partenza sono i gifted-by, regali inviati dalle case editrici che puntano sui migliori comunicatori. Quando i risultati arrivano i brand cuciono addosso al BookToker una campagna vera e propria fatta di marketing e contenuti strategici postati nei momenti migliori. Diventa a tutti gli effetti pubblicità.

Il marketplace spiegato da Megi Bulla

Novità del 2022 è anche il Marketplace. Megi Bula ci spiega come funziona: “è un sistema adottato dalla piattaforma per ingaggiare direttamente i creator: la casa editrice riesce a ingaggiare i creator attraverso un sistema automatizzato dove si può caricare il contenuto e rende così molto più veloce la pubblicazione e la comunicazione. L’obiettivo è che si diffonda il più possibile la notizia dell’uscita del libro o che venga promossa un’edizione da catalogo”. Una disintermediazione che favorisce ancora più il dialogo con l’editoria. In autunno uscirà il primo libro di Megi, un testo per bambini. Il confine fra creator e autore è sempre più sottile.