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Roma, rientrato allarme terrorismo. Per Pasqua green zone di sicurezza

Cronaca
Foto d'archivio Ansa

Il cittadino tunisino oggetto della segnalazione anonima del 25 marzo "non è pericolo concreto e attuale", dice la Questura. Da giovedì a Pasquetta vietate manifestazioni e traffico di mezzi pesanti nel centro storico della Capitale. Gabrielli: "Minaccia incombente"

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È rientrato l’allarme sulla presunta minaccia terroristica a opera di un cittadino tunisino, scattato a Roma per una segnalazione arrivata all’ambasciata italiana a Tunisi con una lettera anonima. Ad annunciarlo è stata la Questura di Roma: “Il cittadino tunisino al momento non è ritenuto un pericolo concreto e attuale”, anche se “la vicenda è in fase di ulteriore approfondimento”. L’uomo si trova nel suo Paese d’origine, e ha detto di non essere in fuga: "Non sono scappato. Dal 2012 non sono più uscito dalla Tunisia, sono a Mahdia. Ora denuncio tutti”, si è difeso. Nella Capitale restano comunque in vigore una serie di misure di sicurezza che scatteranno da giovedì 29 marzo fino al 2 aprile in occasione della Pasqua. L'intero centro storico, compreso il Vaticano e il Colosseo, sarà "green zone" con il divieto di manifestazioni e cortei. Una misura che, ha spiegato la Questura, non è stata decisa in seguito all'allarme scattato sul cittadino tunisino perché la vicenda “non ha determinato alcuna allerta” e “l'innalzamento standard delle misure di sicurezza per Pasqua era stato già pianificato". Il capo della polizia Franco Gabrielli avverte: "Minaccia non è passata, è incombente".

La green zone fino a Pasquetta

Nella “green zone” attiva dalle 19 di giovedì e fino alle 24 del 2 aprile non saranno ammesse manifestazioni, sarà vietato il trasporto di armi o esplosivi, così come non sarà ammessa la circolazione di mezzi pesanti. Il Questore ha inoltre riunito tutti i dirigenti affinché organizzino briefing con il personale dipendente impiegato nei servizi di vigilanza e ordine pubblico, al fine di garantire la massima attenzione. Sono in atto controlli anche presso gli stabili occupati nella Capitale per verificare le presenze. Il capo della polizia Franco Gabrielli, durante l'udienza dei dirigenti e del personale dell'ispettorato di pubblica sicurezza con Papa Francesco in Vaticano, ha invitato a tenere alta la guardia sulla minaccia terrorismo: "Questi tempi trascorsi non ci convincono dell'ineluttibilità degli eventi, del fatto che la minaccia sia passata. No, la minaccia è incombente. Ma gli uomini e le donne della polizia sapranno fare argine a tutto quanto di male è intorno a noi".

Il cittadino tunisino: "Hanno fatto spaventare la mia famiglia"

Intanto si difende il cittadino tunisino oggetto della segnalazione su possibili attentati a Roma. Rintracciato dal programma "Chi l'ha visto?", minaccia denunce e racconta: “Io lavoro in un bar per mandare i soldi a mia moglie e alle bambine. Ieri sono andato a lavorare e ho trovato il bar circondato dalla polizia, mi hanno detto che sono ricercato a Roma. Magari mi portassero a Roma". “Hanno fatto spaventare mia moglie e i miei figli. Mia madre è in ospedale in Francia", ha spiegato l’uomo. Sulla vicenda è intervenuta anche la moglie del cittadino tunisino: "Io sono italiana e vivo in Sicilia”, spiega la donna, “mio marito è in Tunisia, vive e lavora lì per mantenere i nostri figli e perché ha il permesso di soggiorno scaduto, da anni non riesce a rientrare in Italia”. La donna dice di volersi riunire con il marito: “Così separati viviamo malissimo, abbiamo 4 bambini, vogliamo che lui rientri. Uno dei nostri figli, dopo le notizie di ieri, non mangia, si è spaventato molto e non è voluto andare a scuola".

Falso allarme in sedi Rinascente, Procura Roma avvierà inchiesta

La Procura di Roma, intanto, ha fatto sapere che avvierà un'indagine per procurato allarme in relazione al falso allarme arrivato con una telefonata ieri, 25 marzo, sulla presenza di una bomba all'interno di una auto parcheggiata fuori alla sede della Rinascente di via del Tritone. Il procuratore aggiunto Francesco Caporale, che coordina i pm dell'antiterrorismo, è in attesa di una informativa da parte della Digos che sta cercando di individuare l'autore della chiamata. La telefonata, giunta intorno alle ore 13 di ieri, ha fatto scattare i controlli sia nella Rinascente di via del Tritone sia in quella di piazza Fiume. L'allarme è rientrato dopo alcune ore alla luce dell'attività svolta all'interno e all'esterno dei grandi magazzini da parte delle forze dell'ordine.